09 febbraio 2010

LA “QUESTIONE MORALE” ANCORA AL CENTRO DEL PROBLEMA ITALIANO…


IL “CONSENSO ELETTORALE” PUO’ ESSERE UTILIZZATO COME “PURGA” DI OGNI COLPA?...


L’OPINIONE DI PAOLO BORSELLINO SUL RAPPORTO TRA POLITICA E MAGISTRATURA:

“C’è un equivoco di fondo.
Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto.
No!
La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale.
Le istituzioni, invece, hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali!”

(Paolo Borsellino)


UNA RIFLESSIONE SUL RAPPORTO TRA MORALITA’ PUBBLICA E POTERE:

Quella sopra richiamata è un’opinione:
- chiara ed “inequivocabile”
- autorevole (data la fonte)
- e personalmente pienamente (e “convintamente”) condivisa!

Oggi si ha la tendenza a sovraccaricare la Magistratura di compiti e responsabilità non proprie…
Occorrerebbe, invece, ribadire con forza che:
- alla Magistratura compete solo un “giudizio penale” (in ordine l’accertamento di fatti di reato)
- mentre alla politica dovrebbe spettare un autonomo e trasparente “giudizio morale” sulla condotta della classe dirigente (dalla stessa selezionata, ancor più in virtù dell’attuale sistema elettorale per quanto attiene i parlamentari!).

Posizioni del genere si tacciano normalmente di “inutile moralismo” o “datato "giustizialismo”…
Quanto di più sbagliato, a mio avviso!
Si tratta, semmai, di semplice “garantismo” rivendicato a tutela dei cittadini (detentori originari della sovranità), che hanno diritto a veder affidata l’amministrazione della “Cosa Pubblica” a personalità (politici ed autorità di Stato) di indiscusso valore ed “integrità morale”!

Certamente chi fa politica o gestisce le finanze pubbliche:
- non può essere solo un “brav’uomo”, una persona onesta e corretta (in grado di valutare l’“opportunità” delle proprie azioni)
- bensì deve essere anche una persona capace, competente, d’esperienza...
Credete forse che in Italia (tra circa 50 milioni di cittadini eleggibili) sia davvero impossibile o terribilmente arduo individuare persone disponibili a mettersi al servizio della Collettività e, allo stesso tempo, in grado di fornire adeguate garanzie e di professionalità e di rettitudine?!

La “moralità” (pubblica e privata) di chi rappresenta il Popolo (e, in sua veste, ne esercita la sovranità) resta sempre e comunque una qualità, una dote “irrinunciabile” per chiunque eserciti funzioni pubbliche!
Il semplice “consenso elettorale” (cui spesso ci si aggrappa come “purga delle proprie colpe” o forma di “immunità”!), invece, non può mai, da solo, cancellare:
- i “misfatti” (pubblici e/o privati)
- o le “ambigue frequentazioni” di un personaggio politico!

L’ARTICOLO SEGUE SU:
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Gaspare Serra

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07 febbraio 2010

Sportiva e Spaziosa


ASCOLI PICENO – La Seat Exeo, nuova ammiraglia della casa spagnola, allarga la sua gamma, presentando la versione SW, chiamata ST. La Exeo per famiglie è equipaggiata con 2 motori a benzina (1600 da 102 cv e 2000 TSI da 200 cv) e un motore TDI 2000 da 120, 140 e 170 cv, negli allestimenti Reference, Sport, Style. Esternamente la Exeo ST prosegue nell’opera di derivazione da casa Audi che la Exeo Berlina ha iniziato. Se infatti la Exeo Berlina deriva dal precedente modello della Audi A4, la Exeo ST è la derivata della vecchia A4 Avant. La linea è stata ristilizzata, rammodernata e resa più grintosa e cattiva, seguendo gli stilemi del marchio di Barcellona. Rispetto alla Berlina, la ST si distingue innanzitutto per la linea allungata da famigliare (nonostante la forma sia diversa la ST è lunga solo 1 cm in più della berlina). Inoltre le differenziazioni maggiori sono nella parte posteriore (lunotto più grande e portellone bombato), mentre il frontale è identico a quello della Exeo Berlina. Salendo a bordo della Exeo Station, ci si trova, come sulla versione berlina, davanti a un abitacolo spazioso e ben rifinito, da ammiraglia di pregio. Abitacolo comodo sia per chi siede davanti sia per i passeggeri posteriori, con la positiva nota del grande bagagliaio che permette di sfruttare in modo eccellente questa vettura di casa Seat. Analizzando, come al solito, la consolle centrale, possiamo descriverla come l’unione fra l’elegante linearità tipica del gruppo Volkswagen e la completezza degna di un auto di rango (armonizzati i comandi, ben visibili e facili da raggiungere e usare). Come su ogni Seat che si rispetti non poteva mancare la nota sportiva, che nell’abitacolo della Exeo ST risiede, fra l’altro, nel quadro strumenti bianco su fondo nero. Ed ora il momento del test drive. La Seat Exeo ST provata è stata la 2000 TDI 170 cv Sport da 30961 €. La Seat torna ad avere una vera familiare nel suo listino, dopo qualche periodo di assenza. E questa vettura è la declinazione in chiave “spaziosa” della sua ammiraglia, l’Exeo. La Exeo ST, che come detto in precedenza deriva dalla Audi A4 Avant, è una vettura dal comportamento stradale ineccepibile. L’auto si lascia guidare con facilità, è molto silenziosa e confortevole, è maneggevole nonostante i 4,70 m di lunghezza (molto utili i sensori di parcheggio posteriori che aiutano in caso di manovre o parcheggi). Il motore che equipaggia la vettura provata, è il top level della gamma a gasolio, ed esprime ben 170 cv di potenza. Questo propulsore, che beneficia della tecnologia common rail, è un motore silenziosissimo, che grazie ai 170 cv di cui dispone, permette alla Exeo ST brillanti accelerazioni e andature elevate, che consentono alla familiare spagnola di essere considerata un’auto per lunghi viaggi autostradali ed anche per la spesa di tutti i giorni, unendo il binomio fra spazio a disposizione e grandi numeri prestazionali. Infine il listino prezzi: si va da 22045 € della 1600 Reference ai 29780 € della 2000 TSI Sport Automatica (Benzina), si va da
25290 € della 2000 TDI 120 cv Reference ai 29330 € della 2000 TDI 170 cv Style (Diesel).


Bruno Allevi

03 febbraio 2010

DA UN’IDEA DI LEONARDO DA VINCI ECCO IL PIU’ GRANDE “TAMBURO AUTOMATICO” AL MONDO!


“MECHANICAL DRUM”:
STORIA E INGEGNO AL SERVIZIO DELL’ARTE, DELLA MUSICA E DELLA TECNOLOGIA


Il “Tamburo meccanico” è un’invenzione progettata da Leonardo da Vinci (ma non realizzata), ideata dal grande Maestro nel primo decennio del Cinquecento così come documentato dal “Codice Atlantico” (foglio numero 837r).

Oggi, però, il “Mechanical drum” (o “Tamburo meccanico”) è qualcosa di più di un disegno: è una straordinaria realtà grazie al lavoro di ricerca e sperimentazione di un giovane musicista e compositore italiano, Pietro Luca Congedo, che, col supporto di quattro ingegneri collaboratori, è riuscito a realizzare una macchina per la musica fedelmente ispirata al progetto di Leonardo da Vinci.

Il “Mechanical drum” è insieme un’opera artistica ed uno strumento musicale davvero unico:
1- sia perché il più grande tamburo oggi esistente e mai presentato al pubblico (le sue dimensioni sono: 3.5 m d’altezza, 2.5 m di diametro e 95 cm di profondità);
2- sia perché il primo automa al mondo in grado di interagire musicalmente con l’interprete.

Il “Mechanical drum” è un tamburo automatico (in legno, alluminio, pelli e feltro) che poggia su un robot munito di dodici braccia battenti pilotate dal computer attraverso un software appositamente progettato (che gestisce la parte musicale) che manda impulsi tramite protocollo MIDI, così azionando le sue braccia e permettendo al tamburo di suonare più di cento dinamiche.

L’opera musicale eseguita dal tamburo, in particolare, è una composizione originale dello stesso artista Pietro Luca Congedo, dal titolo “Experiment about the Temporal Wars”.
La composizione (scritta e progettata al computer) utilizza esclusivamente il protocollo Midi con l’aggiunta di alcuni suoni elettronici: i suoni vengono interfacciati, quindi trasformati e tradotti in segnali input che mettono in funzione il tamburo.

Il Mechanical Drum, quindi, rappresenta l’esito di due distinti ma interconnessi interventi:
1- una elaborata ricerca tecnico-scientifica
2- e, al contempo, una innovativa ricerca musicale.

L’opera “Mechanical drum”, presentata per la prima volta al pubblico svizzero lo scorso 29 gennaio, rimarrà in esposizione al “Museo d’arte della città di Lugano” dal 12 al 21 febbraio, nell’ambito della mostra “Corpo Automi Robot. Tra arte, scienza e tecnologia” allestita nella prestigiosa “Sala degli Specchi” di Villa Ciani.
Durante l’esposizione i visitatori potranno restare ammaliati dall’esibizione del tamburo, che suonerà autonomamente (ossia senza alcun intervento umano) un pezzo della composizione musicale “Experiment about Temporal Wars”.

Per maggiori dettagli sulla mostra: http://www.mdam.ch/agenda/agenda_det.cfm?evento=1376


INFORMAZIONI SULL’ARTISTA:

Pietro Luca Congedo, nato a Legnano (MI) nel 1977, ha trascorso gran parte della sua adolescenza in Sicilia, dove ha iniziato gli studi musicali presso il “Conservatorio di Musica Antonio Scontrino” di Trapani.
Trasferitosi appena maggiorenne in Svizzera per approfondire i suoi studi, si è diplomato presso la “Musikhoschule” della Svizzera italiana a Lugano e studia attualmente presso il “Conservatoire National de Strasburg”.
A stimolare il suo interesse per lo studio della composizione e dell’elettronica applicata alle percussioni ha contribuito soprattutto la proficua collaborazione artistica con il compositore Karlheinz Stockhausen (uno dei più significativi compositori del XX secolo, scomparso nel dicembre del 2007), il quale scelse proprio lui quale interprete dei suoi lavori per percussione.

Per maggiori informazioni: www.lucacongedo.it


Gaspare Serra
Blog “Spazio Libero”: http://spaziolibero.blogattivo.com

31 gennaio 2010

Francesina Sbarazzina


ASCOLI PICENO – Una delle auto di Citroen che ha avuto maggior successo negli ultimi anni, si rinnova in maniera totale. Quest’auto è la Citroen C3. La seconda generazione della piccola francese è equipaggiata da 3 motori a benzina (1100 da 60 cv, 1400 da 73 e 95 cv, 1600 da 120 cv) e due motori diesel HDI (1400 da 70 cv, 1600 da 90 e 110 cv), negli allestimenti Ideal, Perfect, 99, Exclusive Style. Esternamente la nuova C3 è più lunga di 8 cm rispetto al precedente modello (che ora si chiama C3 Classic), e presenta una linea tondeggiante che ricorda in chiave più moderna e sportiva la precedente C3. Grintoso il frontale dove fanno bella mostra di se i nuovi gruppi ottici di forma allungata e la grande mascherina trapezoidale posizionata al centro del paraurti bombato. Anche il posteriore denota grinta e sportività, anche qui grazie alle forme bombate che creano dinamicità e movimento. Curiosi i gruppi ottici dal disegno molto particolare. Salendo a bordo della C3 si ha la sensazione di trovarsi nell’abitacolo di una grande berlina, grazie all’accuratezza e all’eleganza delle finiture usate per costruire l’abitacolo della piccola francese. Lo spazio a bordo abbonda sia per chi siede nei posti davanti sia per gli occupanti dei posti posteriori. Molto ben rifinita è la plancia: elegantissima e sportiva è la fascia di plastica lucida che corre lungo tutta la plancia. Analizzando con più attenzione la consolle centrale notiamo la disposizione chiara e lineare dei comandi (clima e radio CD), facili da usare e a portata di mano. Accattivante è il cruscotto, con il quadro strumenti ben leggibile. Presente di serie anche qui come sulla C4 il profumatore che effonde per l’abitacolo fragranti note profumate. Ed ora il momento della prova su strada. La Citroen C3 guidata è stata la 1400 HDI 70 cv Perfect da 17016 €. La nuova C3 acquisisce una linea più sportiva ed elegante, migliorando la sostanza di auto non solo da città che la precedente generazione aveva nel suo DNA. Miglioramenti sono stati fatti sia esternamente (particolare il parabrezza panoramico Zenith, di serie sulle Exclusive Style e optional per le altre versioni) sia internamente (nuova plancia elegante e raffinata, nuove finiture e materiali). Su strada la C3 guidata si comporta in maniera molto positiva. Lo sterzo è pronto, l’auto è molto maneggevole e facile da guidare. Ha un ottima tenuta di strada ed è molto confortevole. Passando ad analizzare il motore, la versione provata monta il propulsore a gasolio 1400 HDI common rail da 70 cv. Questo motore, che è l’entry level della gamma gasolio della nuova C3, è molto elastico, ha costi di gestione e consumi molto bassi, non è affatto rumoroso, e soprattutto non è per nulla sottopotenziato rispetto alla tipologia di vettura. Infine i prezzi: si va da 12000 € della 1100 Ideal a 16400 € della 1600 Exclusive Style (Benzina); si va da 13750 € della 1400 HDI Ideal a 18450 € della 1600 HDI 110 cv Exclusive Style (Diesel).


Bruno Allevi

24 gennaio 2010

La Terza Stella


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la E Berlina e la E Coupè, arriva sul mercato italiano la E Station Wagon. La versione per famiglie della berlina di Stoccarda è disponibile al lancio con 2 motori a benzina (350 CGI da 298 cv e 500 da 388 cv) e 3 motori diesel (220 CDI da 170 cv, 250 CDI da 204 cv e 350 CDI da 231 cv), negli allestimenti Executive, Elegance, Avantgarde, Avantgarde AMG. Esteticamente la E SW si distacca dalle precedenti versioni station della berlina tedesca, grazie a una linea più slanciata, meno pesante, che rende la vettura grintosa e sportiva. Accattivante il frontale ripreso dalla versione berlina (stessi gruppi ottici separati, stessa grande mascherina cromata dove campeggia la stella a 3 punte, stessi fari fendinebbia a led), mentre la novità principale è ovviamente nel posteriore. Qui vi è il maggior concentrato di linee sportive di tutta l’auto. Infatti la presenza del lunotto spiovente, dei fari spigolosi e delle nervature provenienti dalle fiancate, danno slancio e sportività alla coda della E Station. Nell’abitacolo si respira, come al solito, l’atmosfera Mercedes. I materiali usati sono di pregio e le finiture di qualità, l’assemblaggio è ottimo. Da sottolineare l’abbondanza di spazio sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Soffermandoci per un momento sul bagagliaio, ha una capacità record e forma regolare (tirando una leva accanto al portellone si reclina lo schienale formando un piano di carico perfettamente piatto); inoltre c’è la possibilità di montare come optional 2 strapuntini contromarcia adatti ai ragazzini. Tornando ad analizzare la consolle centrale, notiamo anche qui l’atmosfera Mercedes descritta prima: eleganza e completezza con tutti i comandi raccolti in una manciata di spazio, concentrati dove servono e di immediato e pratico uso. Elegante e ben leggibile, è, come di consuetudine il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Mercedes Classe E SW provata è stata la 250 CDI Avantgarde da 61340 €. La terza stella: ecco cosa si può dire della E SW, che è appunto il terzo modello della gamma E dopo la Berlina e la Coupè. Questa versione SW della berlina tedesca si differenzia rispetto al passato per le nuove forme più aggressive e sportive che rendono la vettura di Stoccarda più slanciata. Il comportamento stradale della E SW guidata è a dir poco esaltante. Infatti a un confort e a una insonorizzazione pressoché perfetta, si unisce una tenuta di strada molto elevata (l’auto sembra correre su due binari). È anche facile da guidare nonostante i quasi 5 metri di lunghezza e se la cava egregiamente anche in manovra o in improvvisi cambi di direzione, grazie allo sterzo sempre pronto, supportato dal servosterzo elettrico. Infine spazio al motore che equipaggia la versione testata. Il 2200 Biturbo da 204 cv che è sotto il cofano della E provata è un propulsore a gasolio molto vivace, potente e silenzioso, che permette alla E SW di destreggiarsi bene sia nel traffico cittadino, ma soprattutto di esprimere potenza e brio in autostrada, terreno di conquista ideale per la E Station Wagon. Infine i prezzi: si va da 56628 € della 350 CGI Executive ai 78730 € della 500 Avantgarde AMG (Benzina); si va da 46180 € della 220 CDI Executive ai 65180 € della 350 CDI Avantgarde AMG (Diesel).


Bruno Allevi