Clementina Forleo è un magistrato italiano, ed è secondo me un vanto. E' nata a Francavilla Fontana, in Puglia, nel 1964, ha conseguito la laurea in giurisprudenza con lode presso l'università di Bari e nel 1989 ha vinto il concorso da magistrato, dopo averne vinto già uno per ricoprire il ruolo di commissario e dopo aver ricevuto un riconoscimento per il lavoro svolto durante gli sbarchi dei clandestini in Puglia.
E' nota al "grande pubblico" circa dal 2006 con l'inchiesta sui tre extracomunitari accusati di terrorismo internazionale ma, soprattutto, da un pò di mesi a questa parte, è nota per essere il gip della Procura di Milano che si occupa della vicenda delle scalate a BNL ed Antonveneta (inchiesta chiamata bancopoli). Per chi non conoscesse la vicenda, ecco un "breve" riassunto delle puntate precedenti.
C'era una volta l'estate del 2004, il sole splendeva e riscaldava la nostra Italia e, mentre gli italiani non andavano in vacanza a causa della crisi economica che c'era da un pò di tempo (e che vige ancora) una banca olandese, la ABN Ambro chiese alla Banca d'Italia un'autorizzazione per salire dal 12,6% al 20% nella quota della Banca Antoniana Popolare Veneta (da qui in poi Banca Antonveneta), di modo da diventarne azionista di maggioranza relativa.
Contemporaneamente il Banco di Bilbao, una banca spagnola, deteneva il 15% della Banca Nazionale del Lavoro (da qui in poi BNL). Nel febbraio 2005 la Banca Popolare di Lodi (da qui in poi BPL) ottenne dalla Banca d'Italia il permesso di salire a quota 15% del pacchetto azionario di Antonveneta. Un mese dopo, nel marzo 2005, il Banco di Bilbao lanciò un'Offerta di Pubblico Acquisto (vedi cos'è un'O.P.A.) per la maggioranza delle azioni della BNL e il giorno dopo la ABN Ambro lanciò un'OPA per Antonveneta. Un mese dopo, nell'aprile 2005, la BPL lanciò un'Offerta di Pubblico Scambio su Antonveneta e in luglio Unipol lanciò un'Offerta di Pubblico Acquisto su BNL. Dopo tutte queste offerte, la situazione vedeva due banche italiane (la Unipol e la Banca Popolare di Lodi) a competere con due banche straniere (Banco di Bilbao e ABN Ambro) per acquistare la maggioranza del pacchetto azionario delle banche rispettivamente scelte.
Lo scandalo scoppiò a fine luglio 2005 quando la Procura di Milano, a seguito delle indagini condotte dai pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotta, sequestrò i titoli di Antonveneta detenuti dalla Banca Popolare Italiana (cioè la "vecchia" BPL che nel frattempo aveva cambiato nome). Dalle indagini si evince che il nodo dell'accaduto sta nell'amicizia che lega l'amministratore delegato della BPL Gianpiero Fiorani al governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio che, a quanto pare, favorì celeri autorizzazioni per la BPL e invece rallentò l'esecuzione delle richieste della ABN Ambro. Secondo quanto affermato dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (vedi cos'è la C.O.N.S.O.B.) la ex BPL, cioè BPI, aveva "rastrellato azioni della Antonveneta sin dal novembre 2004 attraverso un patto parasociale tenuto segreto". Sin dal 14 febbraio 2005, infatti, il 52% della quota di Antonveneta era controllato da una cordata che vedeva la partecipazione, oltre della BPL, dell'Unipol, della Fingruppo, della GP Finanziaria e della Magiste e l'operazione, secondo quanto affermato dallo stesso Fiorani nell'interrogatorio del 17 dicembre, fu finanziata con illeciti aumenti delle commissioni bancarie e tramite altrettanto illeciti sottrazioni di soldi dai conti correnti delle persone defunte. La Procura di Milano apre un fascicolo contro ignoti per la scalata ad Antonveneta ed ipotizza il reato di agiotaggio (vedi cos'è l'agiotaggio) e in una quindicina di giorni 23 persone vengono iscritte nel registro degli indagati.
Fra gli indagati ci sono Gianpiero Fiorani (amministratore delegato di BPL) ed Emilio Gnutti (proprietario di Fungruppo, GP Finanziaria e Hopa, in cui Silvio Berlusconi ha una partecipazione tramite Mediaset e Fininvest), già coautore della scalata a Telecom Italia insieme alla Olivetti di Roberto Colaninno e vicepresidente della Monte dei Paschi di Siena. A seguito delle indagini, in giugno 2005, il tribunale di Padova decide di sospendere il consiglio di amminstrazione della Antonveneta. Contemporaneamente a tutto ciò, la Procura di Roma apre un fascicolo sui movimenti nel settore bancario e Gianpiero Fiorani viene iscritto nel relativo registro degli indagati assieme a Francesco Frasca, responsabile della vigilanza presso Bankitalia.
A fine luglio 2005 i pm di Milano Fusco e Perotti, titolari dell'inchiesta, dispongono il sequestro delle azioni di Antonveneta detenute da BPI e dai concertisti (cioè i facenti parte della suddetta cordata) Emilio Gnutti, Stefano Ricucci, i Lonati e Danilo Coppola. Il 2 agosto 2005 il gip Clementina Forleo "entra in scena" nell'inchiesta convalidando il sequestro delle azioni in portafoglio ai concertisti. A settembre Fiorani si dimette da amministratore delegato della BPI in seguito a nuove ipotesi di reato nei suoi confronti quali falsa dichiarazione a pubblico ufficiale, falso in bilancio e falso prospetto, che si aggiungono quindi ai reati già contestati quali agiotaggio, insider trading e ostacolo all'attività della Consob.
Da settembre l'inchiesta subisce un allargamento: i partiti "discutono" dell'accaduto, chiedono le dimissioni del governatore della Banca d'Italia Fazio, il governo evita in tutti i modi di prendere decisioni sull'argomento e il ministro delle finanze Domenico Siniscalco si dimette in segno di protesta verso l'immobilismo del governo. Nel frattempo filtra la notizia che il governatore Fazio fosse indagato già da agosto e successivamente, in ottobre, viene convocato in Procura a Roma dai magistrati dell'inchiesta. In dicembre l'intero consiglio d'amministrazione (cda) della BPI viene indagato per agiotaggio e a questi indagati si aggiunge anche Giovanni Consorte, amministratore della compagnia assicurativa Unipol, per aver partecipato al rastrellamento delle azioni Antonveneta per conto di Fiorani. A metà dicembre Fiorani viene indagato anche per associazione a delinquere e a questo punto il gip Clementina Forleo emette un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Fiorani. Nello stesso giorno viene indagato per agiotaggio anche Vito Bonsignore, europarlamentare dell'UDC, imprenditore, proprietario della Gefip (una delle concertiste). In pochi giorni la Procura di Roma indaga anche Consorte per agiotaggio, oltre che per manipolazione del mercato e ostacolo all'autorità di vigilanza nell'ambito dell'inchiesta della scalata a BNL (dopo che la Consob accerta "un patto parasociale tra Unipol e Deutsche Bank").
Nel suo primo interrogatorio, Fiorani ammette di aver accumulato un tesoro di 70 milioni di euro a spese dei propri clienti, dopo pochi giorni Fazio e Consorte si dimettono, rispettivamente dalla carica di governatore della Banca d'Italia e amministratore di Unipol, poichè si viene a sapere che quest'ultima Banca avrebbe aiutato la BPL nella scalata ad Antonveneta in cambio di vantaggi per l'acquisizione della BNL...
Nel gennaio 2006, dopo le dimissioni del pm romano Achille Toro a causa del presunto reato di violazione del segreto d'ufficio, gli olandesi di ABN Ambro, acquisito il capitale che era illegalmente nelle mani della BPL, raggiungono il 55,8% della Antonveneta mentre il gruppo BNP Paribas acquista il 48% della BNL da Unipol e associati. Dall'interrogatorio di Fiorani emersero altri dettagli: la concessione di prestiti a tassi agevolati a esponenti del centrodestra per ottenere il "salvataggio" di Antonio Fazio, la rilevazione di Credieuronord, banca leghista sull'orlo del fallimento, e l'elargizione di tangenti ad esponenti politici di centrodestra. Queste ultime informazioni però attendono dei riscontri documentati. Fra gli indagati dell'inchiesta figurano anche Piero Fassino (allora segretario dei Democratici di Sinistra) e Massimo D'Alema (all'epoca presidente dei Democratici di Sinistra e attualmente Ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei Ministri).
Insomma, miei cari utenti, questa signora non ha svolto altro che il suo lavoro cercando di assicurare alla giustizia gente che, molto probabilemte, ha violato le leggi del nostro paese. L'Unipol a quanto pare voleva acquisire la BNL senza rispettare le regole aiutando, oltretutto, la BPL ad acquisire la ABN Ambro in maniera ugualmente illegale. Il tutto favorito da un'ampia parte del continuum parlamentare destra - sinistra.
Questa signora, di cui non sono imparentato e che non mi paga per scrivere ciò, dice di aver ricevuto pressioni dagli stessi ambienti istituzionali per non fare il suo lavoro, senza considerare la "fatale coincidenza" rappresentata dalle minacce di morte ricevute dai suoi genitori nel 2005 e l'incidente stradale che li uccise nell'estate di quell'anno. Questa signora ha ricevuto il "Premio Borsellino", un'onorificenza di valore molto elevato, mica come lo scudetto quando c'era la juve! Gli ambienti istituzionali, che molto probabilemente hanno anche giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, si sono macchiati di un grave reato Costituzionale: l'inosservanza rispettivamente degli articoli 3, 101, 104, 108:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. [...]"
"[...] I giudici sono soggetti soltanto alla legge."
"La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. [...]"
"[...] La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all’amministrazione della giustizia."
Clementina, continua così, hai l'appoggio di molti italiani e io sono fra questi. E come me ce ne sono davvero tanti altri.
Clementina...
FACCI SOGNARE!!!*
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Piccola nota storica:
* "Facci sognare" è un'antica giaculatoria risalente ad un periodo storico in cui un ex comunista di origini italiane, telefondando ad un famoso banchiere, lo incitò a dare il meglio di sè in un atto illegale avente a che fare con millenari istituti di credito. Il primo utente che individuerà il nome dell'autore di questa affermazione, si aggiudicherà un weekend sulla barca a vela del baffetto... oooops!
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