La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni, ribaltando la richiesta del sostituto procuratore della Cassazione che aveva richiesto il rigetto del ricorso presentato dal padre della ragazza. La Corte ha deciso che si può autorizzare l'interruzione dell'alimentazione artificiale solo in presenza di due cicostanze concorrenti: che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che sia accertato che Eluana avrebbe deciso (di sospendere l'alimentazione artificiale) se fosse stata in grado di scegliere. La materia è davvero spinosa: come si può decidere se staccare o meno quella famosa spina? Secondo la visione personale di ciscuno di noi quella spina collegata può rappresentare la vita come per altri la morte. Ciscuno di noi si fa un'idea su tale argomento a seconda magari di come immagina in una situazione simile una persona cara: continuare a tenerla "viva" perchè la si considera ancora come tale o magari staccare la spina in quanto un corpo che svolge le semplici funzioni vegetative non rappresenta quella persona con cui si è trascorso del tempo, amato e sofferto?
Il discorso, a seconda dei punti di vista, tutti rispettabili, continuerebbe per ore, ma certamente ad un certo punto qualcuno interverrebbe con espressioni come "la vita è sacra e va salvaguardata comunque". Frasi come queste sono un campanello d'allarme che avverte: la pacata e profonda discussione sull'eutanasia si è appena trasformata nello sfogo del superego di qualcuno dei dissertori. Se poi, invece di troncare la discussione si ha il coraggio di continuare, la mente in questione probabilmente sembrerà vittima di una mesmerizzazione e comincerà a parlare per frasi fatte, come fosse un libro (di cavolate) stampato. Nel caso in cui questa discussione avvenga dal centro Italia in giù (e io, essendo di quella zona, parlo con cognizione di causa) prenderà una piega anche peggiore, al punto che una discussioine di etica giunge a trasformarsi in un lungo elenco di presunti miracoli, apparizioni ed eventi simili snocciolati per giustificare la presenza di un Altissimo che esercita il suo magistero sulla terra solo tramite la Chiesa Cattolica (mentre le altre Chiese a quanto pare, come si dice a Messina, sono "figlie della schifosa").
Al di là di questa digressione sullo stato del pluralismo (ahimé) nel nostro paese, non s'è fatta attendere la reazione a tale notizia da parte dell'autorità direttamente interessata, che non è l'ordine dei medici (dato che buona parte della sentenza riguarda l'irreversibilità del coma) ma il solito, buon vecchio (soprattutto anagraficamente) e facoltoso Stato del Vaticano. Poichè l'opinione del Vaticano non è ininfluente e dato che le argomentazioni del tipo "il Vaticano ha il diritto di esprimersi perchè è la guida spirituale del nostro paese" sono tutte c***ate dette da chi non sa dove la Costituzione sia di casa, è bene ricordare almeno ai pochi lettori di questo blog l'articolo 7 della nostra (laica) Costituzione:
Al di là di questa digressione sullo stato del pluralismo (ahimé) nel nostro paese, non s'è fatta attendere la reazione a tale notizia da parte dell'autorità direttamente interessata, che non è l'ordine dei medici (dato che buona parte della sentenza riguarda l'irreversibilità del coma) ma il solito, buon vecchio (soprattutto anagraficamente) e facoltoso Stato del Vaticano. Poichè l'opinione del Vaticano non è ininfluente e dato che le argomentazioni del tipo "il Vaticano ha il diritto di esprimersi perchè è la guida spirituale del nostro paese" sono tutte c***ate dette da chi non sa dove la Costituzione sia di casa, è bene ricordare almeno ai pochi lettori di questo blog l'articolo 7 della nostra (laica) Costituzione:
"Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. [...]"
Nonostante la dicitura "lo Stato e la Chiesa" e non "lo Stato della Chiesa", gli organi pontifici di ogni livello, con la scusa dell'essere la "religione storica" del nostro paese, intervengono continuamente a gamba tesa nel discorso politico, giudiziario e sociale del nostro Stato. I "giornalisti" dell'Osservatore Romano, che per piacere ai loro direttori non hanno ancora pubblicato la notizia della breccia di Porta Pia, non si limitano a parlare di ciò che accade nel mezzo chilometro quadrato dello Stato del Vaticano (anzi, non lo fanno mai) ma, pieni di interesse cristiano per il prossimo, pontificano (e giocano in casa) sulle abitudini sessuali, sui consumi, sulla medicina, sul diritto, sugli hobby, sul codice penale e civile dello Stato confinante.
Oltre a tali interessi apprezzano anche quelli maturati con le tangenti durante il periodo di Craxi tramite lo Ior, ma questa è un'altra storia.
Ieri l'Osservatore ha criticato con toni molto aspri la sentenza di cui sopra perchè è frutto di un "relativismo dei valori" e perchè "nel vuoto legislativo, una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia". Fin qui potremmo quasi essere ancora marginalmente d'accordo, l'eutanasia è un tema importante e va discusso con i piedi di piombo. L'affermazione che però non ritengo assolutamente accettabile è questa: "introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili".
Certo, che il Vaticano e i rispettivi affiliati non brillassero per tendenze multiculturali non è una novità, ma qui si va oltre: si afferma chiaramente che il pluralismo non deve essere presente nella nostra società altrimenti, prima o poi, finiamo in una sorta di baratro di perdizione! Meglio continuare invece con i partiti che seguono passo passo i dettami della gerarchia Vaticana organizzando un Family Day popolato da divorziati, abortisti, fedifraghi, (a)teo-con (come Ferrara o Pera), meglio continuare con i circa 800 milioni di euro di Otto per Mille che lo Stato conferisce loro tramite un metodo subdolo, meglio continuare a finanziarli con 4 miliardi di euro all'anno che potrebbero essere spesi in ricerca, sanità, sicurezza, pensioni e opere pubbliche, meglio continuare a maltrattare le altre religioni e più in generale la diversità culturale... per fortuna noi abbiamo il Vaticano. Se fossimo un "paesaccio pluralista" come la Francia, invece, avremmo più giustizia sociale, meno sperperi, meno favoritismi verso UNA SOLA Chiesa e una ricerca più efficace e produttiva ma certamente, a causa di tutto questo corretto funzionamento della cosa pubblica, saremmo persi in "una zona vuota dai confini non più tracciabili". Ragazzi fate attenzione a far funzionare bene lo Stato, è tutta una truffa!
Negli ultimi anni si sente sporadicamente parlare (solitamente da parti radicali) del superamento del concordato e del conseguente adeguamento delle relative norme allo stato attuale delle cose e non al raggiungimento di un idealtipo perseguito da chi è nato nel 1940 o giù di lì. Chi parla di queste cose però è arrivato tardi: sotto il nostro naso, quatto quatto, il superamento del concordato è già avvenuto: non ieri, non l'altro ieri ma nel lontano 1984 ad opera del tangentista Bettino Craxi e del cardinale Agostino Casaroli. Tale superamento però è avvenuto unilateralmente (ed facile immaginare chi ne abbia beneficiato): fino al 1984 lo Stato laico italiano (ma più che laico fesso) pagava la congrua, cioè sostanzialmente "solo" gli "stipendi" (ma perchè? boh?) ai preti italiani, che all'epoca in Italia erano circa 70.000. Attualmente invece, con il solo meccanismo dell'Otto Per Mille, lo Stato paga annualmente una quota praticamente fissa alla Chiesa Cattolica (circa un miliardo di euro - milione più milione meno -) ma i prelati in Italia sono attualmente meno di 40.000!
Ad una diminuzione del bisogno, dunque, è stato accostato un aumento spropositato delle risorse assegnate per svolgere ingerenze continue e reiterate nei confronti dello Stato laico italiano.
Altri articoli su http://vivalacostituzione.blogspot.com
Altri articoli su http://vivalacostituzione.blogspot.com

1 comments:
Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l'aggregatore del web sociale e socialista.
Posta un commento