29 ottobre 2007

CLASSICA, PUNTO!

NORCIA – Se molti pensavano che con la Grande Punto la Fiat sostituisse la Punto, bè, questi molti si sbagliavano. Infatti la Punto è ancora sul mercato, ed è stata fatta oggetto di un leggero restyling. La Punto, che ora si chiama Punto Classic, è equipaggiata da 1 motore benzina 1200 da 60 cv, un motore 1200 Natural Power (Benzina+Metano) da 52 cv e il diesel Multijet 1300 da 70 cv, negli allestimenti Classic e Dynamic. Esternamente la linea è classica e compatta. Elegante il frontale con i grossi fari e novità del restyling la nuova mascherina griglio-cromata, mentre il posteriore rispecchia quella che è stata negli ultimi tempi la caratteristica principale della Punto: i fari verticali più aspri e sportivi per le versioni 3 porte, mentre più morbidi e regolari per le versioni 5 porte. Salendo a bordo, l’abitacolo risulta essere spazioso, comodo e confortevole. Analizzando la plancia, questa risulta essere lineare senza troppi fronzoli. Nella consolle campeggiano i comandi clima (manopole), la radio, i comandi degli alzacristalli e altri pulsanti; mentre il quadro strumenti è ben retroilluminato e di facile lettura. Ed ora il test drive. La Punto Classic guidata è stata la 1300 Multijet Dynamic 70 cv da 15540 €. Questa vettura, è stata per anni l’auto simbolo della Fiat, auto che ha saputo rilanciare la casa automobilistica italiana da momenti difficili, in cui tutto sembrava perso. E gli ingegneri torinesi non si sono dimenticati di lei, facendole rivivere una seconda giovinezza con un restyling appena accennato. Su strada il comportamento dell’auto è molto buono, grazie a una facilità di guida, a una elevata maneggevolezza, e alle brillanti prestazioni assicurate dall’ottimo 1300 diesel da 70 cv, per nulla sottopotenziato rispetto alla mole dell’auto. Infine i prezzi: si va da 11110 € della 1200 Classic 3 porte ai 13210 € della 1200 Dynamic (Benzina); per la Natural Power (Benzina+Metano) unico il prezzo: 15210 €; per i diesel si va da 12510 € della 1300 Multijet 70 cv Classic 3 porte ai 14610 € della 1300 Multijet 70 cv Dynamic 5 porte.


Bruno Allevi

22 ottobre 2007

RITORNO AD ITACA

TORTORETO LIDO – Dopo aver provato su strada i monovolumi francesi dell’accordo PSA – Fiat (807 e C8), ora tocca ai veicoli italiani passare sotto la mia lente d’ingrandimento. Il primo dei due (Ulysse e Phedra) a essere analizzato è il Fiat Ulysse. Il grande monovolume italiano è proposto con un solo motore diesel Multijet 2000 da 120 e 136 cv, negli allestimenti Active, Dynamic, Emotion. Esternamente l’auto italiana presenta un corpo vettura massiccio, ampio ed elegante. Particolare l’anteriore con i fari su due livelli che incorniciano la mascherina, mentre classico il posteriore con l’ampio portellone (una finestra sugli interni), con 2 bei fari verticali a far da cornice. Salendo a bordo si capisce cosa vuol dire “auto spaziosa”. L’interno dell’Ulysse è il trionfo dello spazio. Poltrone morbide e ben sfruttabili (modulabilità quasi illimitata e capacità di carico record), plancia tecnologica e completa di ogni cosa (consolle centrale con il quadro strumenti centrato in alto; i comandi radio e clima ben posizionati e facili da raggiungere; il cambio in consolle, molto comodo da usare; il freno a mano a sinistra del sedile del guidatore, che permette di avere più spazio nel tunnel centrale). Ed ora le sensazioni di guida. L’Ulysse guidato è stato il 2000 Multijet 120 cv Dynamic da 31301 €. Il monovolume italiano, a torto, poco apprezzato rispetto a altri concorrenti dello stesso segmento, è frutto del mix fra il gusto italiano e la creatività francese. Infatti come gli altri 3 monovolumi dell’ Accordo Fiat – PSA, nasce in Francia. Quindi condivide con i restanti molte parti del corpo vettura, e soprattutto i motori. Sulla versione provata è montato il 2000 Multijet da 120 cv, silenzioso e potente, che permette a quest’auto, nonostante la mole di avere un brio inaspettato. In più, avendo un confort molto elevato, è l’auto ideale per chi deve affrontare viaggi lunghi, sulle piste d’asfalto chiamate autostrade. Infine i prezzi: si va dai 29906 € del 2000 Multijet 120 cv Active ai 33726 € del 2000 Multijet 136 cv Emotion (Diesel).


Bruno Allevi

18 ottobre 2007

DA FLAMINIA A THESIS: STORIA DELL'AMMIRAGLIA ITALIANA

ASCOLI PICENO – Memore di una storia di auto di lusso e magistrale eleganza (Flamina, Aurelia, Fulvia, Gamma, Thema, K), la Lancia, propone la sua nuova ammiraglia: la Thesis. La nuova ammiraglia della casa torinese, è proposta con 2 benzina (2000 Turbo da 185 cv, 2400 da 170 cv) e un diesel Multijet 2400 JTD da 185 cv, negli allestimenti Executive, Emblema, Collezione Centenario, Limited Edition 2007. Dal di fuori, osservando attentamente le sue linee, si può dire semplicemente: il moderno ha coniugato il glorioso passato delle ammiraglie di casa Lancia. E in effetti e proprio cosi: l’anteriore è un tuffo nel passato (riprende sempre con un tocco di modernità, le linee delle storiche vetture degli anni ’50 e ’60 della casa di Chiasso), mentre il posteriore è assai tecnologico (la classica coda viene quasi “surclassata” dalla particolarità degli stretti fari a led, i primi usati da Lancia). Salendo a bordo, si sale su una ammiraglia con la A maiuscola. Il lusso nell’abitacolo della Thesis è di casa: sedili morbidi al tatto e rifiniti (vere poltrone messe su un auto), una raffinata consolle centrale, un quadro strumenti completo, una eccezionale abitabilità sia anteriore che posteriore sono i pregi di questo veicolo simbolo di una casa, che da sempre veste le proprie auto con l’eleganza. E ora il resoconto della prova su strada. La Thesis guidata è stata la 2400 JTD Emblema da 54147 €. Quest’auto è il risultato di 100 anni di storia di costruzione di auto che hanno segnato epoche e fatto storia (Flaminia, Fulvia, Delta, Thema…..), prendendo da ognuna il meglio. Su strada, l’auto, che a prima vista potrebbe essere massiccia e difficile da maneggiare a causa della grande coda e anche per l’allungato muso, si rivela sorprendente. Il motore da 185 cv, spinge tanto rendendola molto più sportiva di quanto si possa pensare, garantendo un confort elevatissimo (si viaggia sul velluto), facendo di ogni viaggio, un tour nella comodità. Infine i prezzi: si va dai 42820 € della 2000 Turbo Executive ai 48820 € della 2400 Cambio Automatico Emblema (Benzina); si va dai 45840 € della 2400 JTD Executive ai 53700 € della 2400 JTD Collezione Centenario e Limited Edition 2007 (Diesel).


Bruno Allevi

15 ottobre 2007

GIOVANE FRA I GIOVANI

ASCOLI PICENO – Dopo il nuovo SUV CX-7 e il Pick-Up BT50, la Mazda rinnova un altro prodotto della sua variegata gamma: l’utilitaria Mazda 2. La nuova piccola della casa giapponese è proposta con 2 benzina (1300 da 75 e 86 cv, 1500 da 103 cv), negli allestimenti Easy, Play, Fun. Rispetto alla serie precedente, che era una evoluzione della vecchia Demio, la nuova 2, ha una linea molto meno spigolosa e molto più accattivante, che di sicuro saprà attirare i giovani (target di riferimento per il segmento in cui la giapponesina si inserisce). Nel complesso è più corta di 3 cm, più bassa di 6 cm e pesa circa 100 kg in meno rispetto alla 2 formato “scatoletta”. Internamente l’auto giapponese, presenta una buona abitabilità, sia anteriore che posteriore, uno spazio degno per il tipo di auto che rappresenta (l’utilitaria, l’auto per i neopatentati). La plancia è sportiva e lineare, con tocchi grintosi, come la consolle centrale bombata e il quadro strumenti sportivo con il contachilometri al centro e a sinistra più piccolo il contagiri. Ed ora il test drive. La Mazda 2 guidata è stata la 1300 86 cv Fun da 14930 €. La nuova serie della piccola giapponese, ha il compito di far apprezzare ancor di più l’entry level car della casa nipponica. Infatti ora la Mazda 2 nuova generazione ha una linea molto più europea, grintosa, e accattivante, della “scatoletta” che l’ha preceduta. Su strada il comportamento è molto sorprendente. Infatti non è la classica vettura da città, che se portata su strada non cittadine, è fiacca e fa fatica a farsi sentire. Anzi, il 1300 da 86 cv, è brillante, spinge molto, ed è sorprendentemente silenzioso ed anche ecologico, sia nelle emissioni, che nei consumi, facendo risparmiare molti euro sui costi di gestione, in un periodo di pericolose fluttuazioni del prezzo del petrolio. Infine i prezzi: si va da 11351 € della 1300 75 cv Easy ai 15251 € della 1500 103 cv Fun (Benzina).


Bruno Allevi

12 ottobre 2007

THE PATRIOT: SPIRITO D'EROE

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal cilindro della Jeep esce un'altra novità, in questo 2007 di profondo rinnovamento per la casa americana. Questa novità è la Patriot (un nome evocativo per una nazione che ha dato tanto in termini di eroi e Patrioti). Il nuovo fuoristrada del marchio del gruppo Chrysler è proposto con un 2400 Benzina da 170 cv e 2000 Diesel CRD da 140 cv (di origine Volkswagen), negli storici allestimenti Sport e Limited. Esteticamente l’auto presenta una linea compatta, essenzialmente pulita, molto lineare, con tocchi che richiamano altre auto della casa (i fari tondi e la mascherina con le 7 griglie sono un classico su Wrangler, Compass e Cherokee, mentre la coda tronca si rifà a quella del Commander). Conquistando il ponte di comando (l’abitacolo interno e in particolare il posto del guidatore), ci si trova davanti a uno spazio molto ben sfruttato, a una comodità interna degna di una vettura di gran classe, a una cura dei dettagli molto poco da fuoristrada e molto più da berlina. Sportiva la plancia, comoda e facile da usare la consolle con in più il pregio di avere il cambio in plancia, e classicamente completo (ha anche la bussola) il quadro strumenti. Ora il momento del consueto resoconto delle sensazioni di guida. Il Patriot testato è stato il 2000 CRD Limited da 29176 €. Questo fuoristrada, che è stato denominato Patriot (Patriota in Italiano), ha molte doti per diventare l’eroe indiscusso di ogni viaggio e di ogni avventura sullo sterrato (ha la trazione integrale). La summa di queste doti (confort, velocità scatto, insonorizzazione, qualità, avanzati sistemi di sicurezza) sta in un motore, il 2000 TDI di origine Volkswagen, che da al veicolo americano un brio e una potenza, che permettono di affrontare senza ostacoli ogni situazione dalla più facile alla più difficile, sempre con la gioia di guidare. Infine i prezzi. Per il benzina unico prezzo: il 2400 170 cv Sport costa 23230 €. Per i diesel 2 prezzi: il 2000 CRD 140 cv Sport costa 24600 €, il 2000 CRD 140 cv Limited viene 25580 €.


Bruno Allevi

10 ottobre 2007

PASSAGGIO A NORD OVEST

ALBA ADRIATICA – La Volvo completa la gamma V70, rinnovando anche la derivata XC70. La nuova “Station SUV” della casa svedese è equipaggiata con un 3200 benzina da 238 cv e un diesel 2400 D5 Common Rail da 185 cv, negli allestimenti Kinetic, Momentum, Summum. La linea della prima famigliare in abito da scalata, ricalca molto le linee della station da cui deriva, station appena rinnovata. Ma a differenza della V70, la XC70, presenta fascioni paracolpi, protezioni sottoscocca rinforzate, una nuance bicolore della carrozzeria, un altezza da terra maggiorata, nuovi paraurti, mentre la fanaleria sia anteriore che posteriore è la stessa. Accomodandosi dentro lo spazioso abitacolo, si ritrovano le stesse raffinate soluzioni stilistiche della V70, e in genere della gamma Volvo. Le note più liete di un abitacolo sempre raffinato, sono, come al solito in Volvo, la consolle centrale completa di tutto e intuitiva nell’uso, la plancia sinuosa e un quadro strumenti sempre molto ben leggibile anche in condizioni di luminosità troppo forti (mezzogiorno) o troppo fioche (mezzanotte). Ora è il momento del test drive. La vettura guidata è stata la Volvo XC70 D5 185 cv Momentum da 52175 €. Dopo aver rinnovato la V70, la Volvo mette mano anche alla SUV derivata: la XC70. La nuova XC70 ha molto in comune con la nuova grande station della casa scandinava. A partire dagli eccellenti sistemi di sicurezza che da sempre Volvo fornisce su tutta la sua gamma di prestigiose vetture, continuando con una linea che cattura e un confort che stupisce, concludendo con prestazioni da supersportiva. Prestazioni che derivano dall’uso su questa vettura, dell’arciconoscuito e arciapprezzato D5 (2400 Turbodiesel Common Rail da 185 cv), che abbinato a un cambio automatico (presente sulla versione guidata), fanno fare letteralmente “scintille” alla XC70. Da dire, concludendo, che quest’auto è dotata di trazione integrale, e quindi utilizzabile non solo su strada asfaltata, ma anche su sterrati e fuoristrada, dando sempre lo stesso confort e le stesse piacevoli sensazioni di guida. Infine i prezzi: si va dai 47100 € del 3200 Kinetic ai 52000 € del 3200 Summum (Benzina); si va dai 43250 € del D5 Kinetic ai 48150 € del D5 Summum (Diesel).


Bruno Allevi

8 ottobre 2007

SECOND LIFE

TERAMO – Seconda vita per il SUV medio della Nissan, l’X-Trail. La seconda generazione del veicolo nipponico monta 2 benzina (2000 da 141 cv e 2500 da 169 cv) e un 2000 diesel DCI da 150 e 173 cv, negli allestimenti SE e LE. Più che uno stravolgimento totale, il nuovo X-Trail è stato oggetto di un accorto restyling che ha interessato in primis il muso anteriore e la coda posteriore, senza risparmiare il corpo vettura (è stato allungato di alcuni cm) e gli interni. Rispetto a prima, come appena detto, l’X-Trail ha un nuovo frontale (paraurti più massiccio e fari dal taglio leggermente diverso rispetto a prima), una nuova coda (sono rimasti i fari verticali, ma ora la luce retromarcia e il faro retronebbia, trovano posto sotto il paraurti), ed anche un corpo vettura che si allunga di ben 17,5 cm. Salendo a bordo gli interni sono ancor più accattivanti di prima. La consolle centrale e un mix fra eleganza e sportività grazie al connubio fra il nero delle plastiche e le bordature satinate. Il quadro strumenti invece, grazie alla retroilluminazione rosso fuoco, è molto efficace e leggibile soprattutto di notte, dove il color rosso risalta molto. Ed ora il test drive. L’X-Trail guidato è stato il 2000 DCI 150 cv LE da 37990 €. Auto che vince non si cambia. Questo è stato il motto degli ingegneri Nissan per ringiovanire un veicolo che dalla sua nascita, in Italia è stato ottimamente venduto. Infatti non si è stravolta la linea, e si è andato a ritoccare poche parti essenziali. Su strada, il veicolo grazie al nuovo motore 2000 da 150 cv (è montato anche su Megane e Megane Scenic fra l’altro), si comporta molto bene, anche se il suo pane devono essere polvere, fango e sterrato, che l’X-Trail riesce ad affrontare con sorprendente nochalanche, grazie a nuovo tipo di trazione integrale All Mode I, che in base al fondo su cui l’auto sta camminando si adatta prontamente. Infine il listino. Per i benzina 2 prezzi: 28100 € del 2000 SE e 37050 € del 2500 LE; per i diesel invece si va dai 30300 € del 2000 DCI 150 cv SE ai 34500 € del 2000 DCI 173 cv LE.


Bruno Allevi

5 ottobre 2007

LA LEONESSA IN ABITO DA SERA

TERAMO – La Peugeot, casa francese, conosciuta soprattutto per i suoi modelli di fascia media e medio bassa, si lancia nel settore delle ammiraglie di lusso con la 607. Il top della produzione del leone, è equipaggiato con 2 benzina (2200 da 163 cv e 3000 da 210 cv) e 3 diesel (2000 HDI da 136 cv, 2200 HDI da 170 cv, 2700 HDI da 204 cv), negli allestimenti Avorio e Titanio. Ogni cm della 607 sprizza eleganza e gran classe. I lineamenti del frontale (grande mascherina centrale con ampi fari a incorniciare) fanno da incipit a un corpo vettura che, seppur di dimensioni notevoli, è leggiadro e aggraziato, e declina verso la coda, per nulla massiccia, anzi, oserei dire sportiveggiante. Aprendo una delle 4 portiere per salire a bordo, si rimane piacevolmente colpiti dalla cura dei dettagli e dall’eleganza interna. A partire dalle sellerie (di gran pregio la pelle utilizzata), e continuando per la consolle centrale di un raffinato color alluminio (completa di tutto, funzionalissima), e concludendo con il quadro strumenti, anch’esso molto elegante e assai chiaro da leggere, la parola d’ordine è “stupire, con cura e eleganza”. Ora è il momento della prova su strada. La 607 testata è stata la 2200 HDI 170 cv Titanio da 43370 €. Quest’auto della gamma Peugeot, è a torto poco conosciuta e anche poco apprezzata dal pubblico italiano. Infatti ha molte doti per poter competere nella lotta dell’ammiraglia più venduta con mostri sacri di produzione tedesca (Bmw, Mercedes, Audi) o di produzione inglese (Jaguar). Una di queste è sicuramente l’elevatissimo confort interno, che rende l’auto un salotto viaggiante, e anche il motore non scherza. Il 2200 da 170 cv, anche se non si fa per nulla sentire, al minimo accenno di accelerata scatta come un centometrista di indubbio livello, permettendo all’auto, di mole non proprio sacrificata siamo sui 1800 kg di peso), di avere anche scatto, potenza e brillantezza. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 39850 € delle 2200 163 cv Avorio e Titanio ai 47050 € del 3000 210 cv Avorio e Titanio; per i diesel si parte dai 41550 € del 2000 HDI 136 cv Avorio e Titanio ai 48150 € del 2700 HDI 204 cv Automatico Avorio e Titanio.


Bruno Allevi

3 ottobre 2007

CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA

TERAMO – L’alleanza continua. Infatti dall’ormai decennale accordo fra gruppo Fiat e PSA (Peugeot-Citroen), nasce la seconda generazione dei monovolumi gemelli. In questo articolo parleremo del Peugeot 807. Il nuovo veicolo della casa francese è equipaggiato da un 2000 benzina da 140 cv e da un 2000 diesel HDI da 120 e 136 cv, negli allestimenti S, SR, ST, SV, Norwest. La linea della 807 è una linea molto moderna, con tratti eleganti e raffinati. Di classe l’anteriore con i grandi fari affusolati e i fari supplementari posizionati in un intercapedine della mascherina, classico da monovolume il posteriore con il portellone – finestra sull’ampio spazio interno. Salendo a bordo (molto comoda la salita sia ai posti anteriori, che a quelli posteriori, grazie alle porte a scorrimento elettrico) lo spazio che si espone agli occhi degli occupanti è molto esteso. Caratteristiche principali dell’abitacolo sono: l’elevata superficie di carico sia a sedili abbattuti che a sedili intatti, la possibilità di ruotare i sedili come meglio si crede, la raffinatezza della plancia (al centro il quadro strumenti, dietro al volante un mini quadro per le spie, a destra e sinistra ampi portaoggetti, sotto il quadro centrale il cambio con i comandi radio e clima). Ed ora il test drive. La 807 guidata è stata la 2000 HDI 136 cv Norwest da 36260 €. La gemella del Leone, cosi chiamata la 807 rispetto alle altre 3 monovolumi dell’accordo Fiat – PSA, presenta un abbondante spazio a bordo, una linea elegante che cattura l’occhio. L’auto francese adotta molte soluzioni stilistiche comuni alle altre auto del gruppo (la consolle con il cambio in plancia, il quadro strumenti al centro), ma soprattutto ha i motori identici a quelli montati sulle altre multispazio (Ulysse e Phedra per l’Italia, C8 per la Francia). Su strada il 2000 HDI da 136 cv, è molto elastico e brillante, non si fa eccessivamente sentire sia ai bassi che agli alti regimi, e assicura un elevato confort di guida a chi si trova a destreggiarsi nel traffico avendo come compagna di viaggio la 807. Infine il listino. Per i benzina 2 prezzi: 26820 € del 2000 SR e 29320 € del 2000 ST. Per i diesel si va dai 29400 € del 2000 HDI 120 cv S ai 35640 € del 2000 HDI 136 cv Norwest.


Bruno Allevi

Dalla terra e il fuoco

La ceramica e' sempre stata, fin dai tempi passati, un medium con il quale si possono creare oggetti ed elementi architettonici innumerevoli, da una semplice ciotola ad una scultura, da una mattonella a opere d'arte di incredibile bellezza.


E' con questa breve introduzione che voglio presentarvi un artista che in un certo senso rappresenta tutto questo: Fiorella Marsili.
Nata a Marina di Carrara, Fiorella si e' dedicata alla ceramica come medium di comunicazione, di espressione interiore, qualcosa che dicesse di piu' di se stessa e non confinata soltanto in pagine scritte.

Le sue opere sono semplici e allo stesso tempo coinvolgenti, con colori che a volte non riusciamo a definire oppure forme che esaltano la semplicita' grazie a ispirazioni a volte geniali, le combinazioni di metalli, la cottura, ma soprattutto il risultato globale dell'opera che ci appare davanti, un'opera unica, non ripetibile, opere che vanno oltre la tradizione regionale nella quale l'artista vive, opere che sono piccole lenti attraverso le quali riusciamo a percepire l'ispirazione del momento.

Una recensione:
La sua passione per la cultura giapponese la porta a sperimentare ed approfondire la tecnica Raku.
La personalizzazione del metodo e l'uso del colore si evolvono di più attraverso uno studio di stili pittorici che non sono tradizionalmente ceramici; lo si vede dalle installazioni dove emerge lo stile informale e la materia è utilizzata come se fosse una tela tridimensionale.
Gli oggetti di uso quotidiano esprimono un concetto di semplicità nella forma, ma allo stesso tempo la ricerca del colore è attenta e meticolosa.


Esposizioni:
1992 - Collettiva Castello Pontremoli
1995 - Collettiva presso la Galleria "Club Nautico" - Marina di Carrara
1998 - 1999 Performance Piazza del Plebiscito - Carrara
1999 - Sala espositiva Azienda Autonoma Turismo - Massa
2000-2001-2002 Parco della Versiliana - Pietrasanta
2002 - Personale - Galleria Istituto Don Gnocchi
2003 - Sala espositiva Teatro Guglielmi - Massa

Di recente le opere di Fiorella sono state incluse nel prestigioso sito web di Saatchi Galleries On-Line a http://www.saatchi-gallery.co.uk/yourgallery/artist_profile/Fiorella+Marsili/58521.html

Il sito ufficiale di Fiorella Marsili si chiama Terrafuoco a http://www.terrafuoco.net

Claudia Cardinale, una signora italiana

Nata in Tunisia il 15 aprile 1938 da genitori di origine siciliana, Claudia Cardinale (il vero nome è Claude Josephine Rose Cardinale) fa il suo esordio nel cinema italiano grazie a un piccolo ruolo in I soliti ignoti. Aveva già debuttato in Goha di Jacques Baratier nel 1958 dopo essersi affermata in concorso di bellezza a Tunisi l’anno prima.
Il successo per Claudia Cardinale arriva negli anni 60’ con film indimenticabili come La Ragazza di Bube di Luigi Comencini, Il Gattopardo di Luchino Visconti, Otto e mezzo di Fellini e, infine, nel mitico C’era una volta l’West di Sergio Leone.
Le sue profonde capacità espressive, gli occhi umili e maliziosi, una voce calda, la sua bellezza mediterranea hanno consentito a Claudia Cardinale di vivere una carriera ricca di successi e riconoscimenti nel difficile mondo cinematografico. Le sue doti artistiche e di recitazioni sono eccezionali, popolari ma al tempo stesso interiori, cose assai rare nel panorama internazionale. Dalla fidanzata ingenua di Vincenzo in Rocco e i suoi fratelli passa a ruoli più hollywoodiani, siamo sempre negli anni 60’, come in Il circo e la sua grande avventura, La Pantera Rosa, ma anche la sopravvissuta all’Olocausto nel meraviglioso Vaghe stelle dell’Orsa. Memorabili poi sono le sue interpretazioni in La storia di Luigi Comencini e La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini.
Claudia Cardinale si è anche molto dedicata alle grandi battaglie progressiste come quelle per i diritti delle donne e omosessuali,oltre naturalmente a cause umanitarie. Vive a Parigi e, in francese, ha scitto la sua autobiografia “Moi Claudia, Toi Claudia”.

Filmografia
I soliti ignoti (1958)
Vento del sud (1959)
Tre straniere a Roma (1959)
Un maledetto imbroglio (1959)
Il magistrato (1959)
Su e giù per la scala (1960)
Audace colpo dei soliti ignoti (1960)
I delfini (1960)
Il bell'Antonio (1960)
Napoleone ad Austerlitz (1960)
Rocco e i suoi fratelli (1960)
La viaccia (1961)
La ragazza con la valigia (1961)
Cartouche (1961)
Senilità (1962)
La ragazza di Bube (1963)
8 e ½ (1963)
Il Gattopardo (1963)
La pantera rosa (1963)
Gli indifferenti (1964)
Il circo e la sua grande avventura (1964)
Il magnifico cornuto (1964)
Una rosa per tutti (1965)
Vaghe stelle dell'Orsa (1965)
Le fate (1966)
L'affare Blindfold (1966)
I professionisti (1966)
Né onore né gloria (1966)
Piano piano, non t'agitare (1967)
Ruba al prossimo tuo ... (1968)
I contrabbandieri del cielo (1968)
C'era una volta il West (1968)
Il giorno della civetta (1968)
Nell'anno del Signore (1969)
La tenda rossa (1969)
Certo certissimo ... anzi probabile (1969)
Le avventure di Gérard (1970)
Fuori il malloppo (1970)
Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971)
L'udienza (1971)
Le pistolere (1971)
Il clan dei marsigliesi (1972)
Il giorno del furore (1973)
I guappi (1974)
Gruppo di famiglia in un interno (1974)
Libera, amore mio (1975)
Qui comincia l'avventura (1975)
A mezzanotte va la ronda del piacere (1975)
Il comune senso del pudore (1976)
Goodbye & Amen - L'uomo della CIA (1977)
Il prefetto di ferro (1977)
Gesù di Nazareth (1977)
Corleone (1978)
L'arma (1978)
Amici e nemici (1979)
Si salvi chi vuole (1980)
Il regalo (1981)
Fitzcarraldo (1981)
La pelle (1981)
Una cascata d'oro (1983)
Claretta (1984)
Enrico IV (2) (1984)
La donna delle meraviglie (1985)
Un uomo innamorato (1986)
Blu elettrico (1988)
Atto di dolore (1990)
"588 Rue Paradis" (1992)
Il figlio della pantera rosa (1993)
Nostromo (1996)
Li chiamarono... briganti! (1999)
Luchino Visconti (1999)
And now ... ladies and gentlemen (2002)

2 ottobre 2007

Il basilico

di Riccardo Ragaglini

Il basilico è una pianta annuale originaria dell’Asia tropicale ed appartiene alla famiglia delle Lamiaceae (anche detta famiglia delle Labiatae), la stessa a cui appartengono molte delle principali piante aromatiche utilizzate in cucina come la salvia, l’origano, il rosmarino, la maggiorana, il timo e la menta.

Pare sia stato introdotto in Europa verso il XV secolo, secondo alcuni anche prima, e fin da subito cominciò ad essere coltivato nel territorio italiano. Più tardi la sua coltura si diffuse anche in America. È comunque in Italia che la produzione di basilico per l’utilizzo culinario ha raggiunto lo stato dell’arte. La varietà “Genovese” infatti, che se coltivata proprio in Liguria si avvale del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), è la più apprezzata al mondo. Solo in questa regione, situata sulla costa nord-ovest dell’Italia, questa piantina cresce con il profumo giusto per realizzare il vero pesto (pesto alla genovese appunto), mentre se coltivata in altre località ha spesso una fragranza che ricorda la menta. Addirittura è stato allestito un “Parco del basilico”nel quartiere di Prà (nella provincia di Genova), quartiere in cui storicamente la coltivazione di questa pianta ha avuto il maggior sviluppo. Il pesto, ricetta tipica ligure, è fatto semplicemente con foglie di basilico freschissime, noci o pinoli, parmigiano, pecorino sale grosso ed olio di oliva; la tradizione vuole che il tutto sia pestato in un mortaio e non tritato in un frullatore. Questa salsa è utilizzata non solo sulla pasta, ma anche per insaporire i minestroni o i crostini.

Ma il basilico trova impiego in molte altre pietanze; viene infatti messo sopra molti la pizza, può essere aggiunto alla pomarola, ad insalate, uova, piatti di pesce o utilizzato addirittura per preparare un sorbetto.

Il basilico ha proprietà digestive, antispasmodiche, antisettiche e carminative.

Oltre alla varietà “Genovese”, In Italia sono molto diffusi il basilico “Napoletano”, caratterizzato da foglie più grandi, ed il cosiddetto “basilico greco”, particolarmente profumato e con foglie molto piccole. Oltre a questi tipi abbondantemente utilizzati esistono altre varietà, diverse per colore, forma e profumo; ne esistono a foglia rossa, a foglia arricciata, oppure dal profumo che ricorda l’anice, la liquirizia od il limone.

Allo stesso genere del basilico nostrano appartiene anche il cosiddetto “basilico sacro” (Ocimum sanctum) che cresce spontaneo in India, in Indonesia e in Australia. Il colore delle foglie varia dal rosso scuro all’azzurrognolo, mentre il fiore è bianco e rosso. Contiene rame in forma organica e la sua sistematica assunzione - comunemente sotto forma di infuso, anche con latte e zucchero – pare che aumenti le capacità di difesa dell’organismo, oltre ad avere un effetto leggermente sedativo. Il basilico sacro giova nelle affezioni del tratto gastrointestinale e dei polmoni per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e broncodilatatrici. Possiamo ricordare anche le due specie africane Ocimum cinnamomum, e Ocimum kilimandscharicum, il primo odora di cannella ed è usato per tenere lontani gli insetti, il secondo odora di canfora ed è usato come battericida ed antifebbrile.