31 dicembre 2007

Il caso Contrada e il ministro Mastella.

di RingoDePalma

Qualche giorno fa è morta in Pakistan il capo dell'opposizione: Benazir Bhutto. L'assassino le ha sparato e poi si è fatto saltare in aria con dell'esplosivo. La notizia dell'omicidio e dell'esplosione ha fatto il giro del mondo e anche i giornali italiani hanno riferito la notizia. I politici italiani si sono definiti, dal primo all'ultimo, partecipi di tanto dolore. Io aggiungerei che non si sentono partecipi solo da questo punto di vista.

La nostra classe politica, come si apprende dal libro "I Complici" di Peter Gomez e Lirio Abbate, oltre ad essere spregiudicatamente inefficiente, è anche in buona parte contigua agli ambienti mafiosi, al punto da esserne spesso parte integrante a tutti gli effetti. La nostra classe politica, non contenta di favorire sfacciatamente la mafia con una Commissione omeopatica, processi lentissimi, rifome della giustizia che permettono ad un centinaio di gip di far morire indagini importantissime e sottofinanziamenti e sottonumeramenti dei vari dicasteri della giustizia, ha deciso ormai che tenere i mafiosi in carcere è di cattivo gusto.Come diceva Corrado Guzzanti nel 2002 "è vero, sono morti tanti giudici, ma sono morti anche tanti gangster...". Siamo arrivati alla fase in cui un Contrada qualunque, giudicato colpevole di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, per motivi di salute chiede la grazia e chi di dovere immediatamente si mobilita. L'immancabile Mastella dichiara "la grazia a Contrada è un atto dovuto date le sue condizioni di salute" (salvo ritrattare tutto entro due giorni), il presidente del gruppo parlamentare di AN Salvino Caputo aggiunge "la concessione [...] della grazia a un ex funzionario che [...] ha servito per anni lo Stato sia un gesto doveroso e forse necessario date le condizioni si salute", il tutto mentre il magistrato Daniela Della Pietra afferma che "le patologie di cui soffre l'imputato non sono gravi a tal punto da non essere trattate in cella".
Allora, fosse la persona in questione un comune cittadino che ha partecipato alle attività della mafia, costui sarebbe ugualmente da punire, ma la sua posizione avrebbe un peso politico ed etico diverso: un comune cittadino ha accesso a mezzi e risorse (relativamente) limitate e quindi può limitatamente partecipare all'attività mafiosa. Viceversa, un ex funzionario del SISDE di ruolo elevato come quello di Bruno Contrada, che è stato prima coordinatore di Sicilia e Sardegna e poi parte del reparto operativo centrale, ha un'incidenza molto più alta. L'ex numero tre del SISDE, assolto in secondo grado con formula piena (dopo una condanna a 10 anni in primo grado) da un giudice indagato per mafia, Gioacchino Agnello, non è un cittadino qualunque. La sua posizione privilegiata gli dava la possibilità di incidere particolarmente nella lotta della mafia contro lo Stato, al punto da essere colluso prima con Stefano Bontate e poi con i corleonesi.
Bruno Contrada, che da subito si dichiarò innocente e che tuttora si definisce oggetto di un errore giudiziario, non è stato solo vittima di un complotto ordito "dagli uomini che io ho combattuto durante la mia carriera" (1992): oltre alle deposizioni di pentiti e non pentiti come Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Rosario Spatola, Giuseppe Marchese, Francesco Marino Mannoia, Salvatore Cancemi, Maurizio Pirrone, Pietro Scavuzzo, Gaetano Costa e Gioacchino Pennino, il suo fascicolo è pieno zeppo di "riscontri esterni" della sua attività illegale. Contrada infatti, oltre a non disdegnare regali di vario genere da parte degli ambienti mafiosi, informava preventivamente i criminali dei blitz pianificati dalle forze dell'ordine, era a stretto contatto con uomini delle cosche più feroci della criminalità organizzata ed era massone di una loggia supersegreta. Insomma, probabilmente si è trattato di un errore giudiziario, ma nel senso che meritava molto più dei dieci anni che ha avuto.
E quindi cos'è successo? Trattandosi di uno dei pochi imputati messi in gattabuia per mafia, il ministro di Clemenza, indagato per un affare sporco di miliardi di euro, appena saputo di fantomatiche "condizioni di salute prossime alla morte" ha ipotizzato favorevolmente la grazia.
Qualcuno gli spieghi che il ministro di giustizia ha, fra i suoi compiti di amministratore del sistema carcerario, l'obbligo della tutela e riabilitazione del carcerato, non la scarcerazione di questo.

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Ulteriori informazioni sul "Caso Contrada" sono reperibili presso il sito http://www.societacivile.it/previsioni/articoli_previ/contrada.html
altri post su http://vivalacostituzione.blogspot.com

25 dicembre 2007

1 COUPE' DI LUSSO PER I GIOVANI

ALBA ADRIATICA – La gamma Bmw serie 1 si amplia grazie a una nuova proposta: la versione coupè della piccolina della casa di Monaco. La nuova sportiva bavarese, è equipaggiata con un solo benzina (135 da 306 cv) e da 2 diesel (120d da 177 cv e 123d da 204 cv), negli allestimenti Eletta, Futura, MSport. Esteticamente l’auto è una sportiva purosangue, che riprende accentuandole le linee grintose della Serie 1 Berlina. Della Berlina riprende il frontale sportivo con i fari rettangolari allungati, la mascherina doppioscudata (un must in BMW). Di nuovo invece ha tutto ciò che parte dal montante centrale in giù. Infatti è lunga di 12 cm in più rispetto alla 1 classica, e presenta una coda filante ed aggressiva (bello il taglio grintoso dei fari posteriori, che danno una carica ancor più esplosiva alla grintosa coupè). Entrando dentro ci si ritrova dentro una coupè di classe. A partire dalla conformazione sportiva della pedaliera e dei sedili (bassi, per una guida quasi da kart), continuando per il taglio sportivo della plancia (nera con gli inserti alluminio, che esaltano la sportività dell’abitacolo) e concludendo con il poco spazio a disposizione dei passeggeri posteriori (ogni coupè è fatta cosi, come se fosse un segno distintivo della categoria), si capisce di trovarsi di fronte a un peperino scattante e aggressivo. Ed ora il momento del test drive. La Serie 1 Coupè guidata è stata la 123d MSport da 41680 €. Quest’auto, che va ad ampliare la Gamma Serie 1, e il nutrito gruppo di Coupè BMW (Z4, Serie 3, Serie 6), si presenta come una sportiva abbastanza a buon mercato, con tutte le doti di cattiveria e sportività delle sorelle maggiori. Infatti esaminando velocemente il corpo vettura si notano le linee fluenti e aggressive che danno importanza al veicolo e salendo a bordo tutto esprime la sportività del mezzo. Su strada l’auto non può che essere aggressiva e brillante, grazie al poderoso 2000 turbodiesel da ben 204 cv, che assicura una massiccia dose di divertimento alla guida, in tutto relax e cosa importante, con consumi ridotti rispetto a quello che si potrebbe pensare (quasi 20 km con un litro di gasolio). Infine i prezzi. Per la versione a benzina prezzo unico: 41500 € della 135 MSport; per i diesel invece si va dai 30900 € della 120d Eletta ai 36850 € della 123d MSport


Bruno Allevi

17 dicembre 2007

intervista al giudice Luigi Tosti.



L'11 dicembre a Rimini, insieme alla mia ragazza, ho passato una giornata davvero speciale: ho intervistato il giudice Luigi Tosti a casa sua. L'intervista è stata davvero molto interessante, specie se si conosce un pò della vicenda antecedente: il giudice Tosti, infatti, è sotto processo disciplinare presso il CSM dal 2003 sostanzialmente per aver rimosso il crocifisso da un'aula di tribunale a L'Acquila (poco dopo l'episodio di Adel Smith) e per la sua volontà di non presenziare più udienze in aule con crocifissi per perseguire l'obbligo, prescritto dalla Costituzione, di essere ed apparire imparziale. Oltre alla sua allucinante esperienza fatta di contraddizioni (dei magistrati del CSM) e di pregiudizi razziali e religiosi di questi, nel dopointervista abbiamo trascorso la serata assieme alla signora Emilia parlando di laicità, pari opportunità, Costituzione e, più in generale, dello stato delle cose.
Durante il "montaggio" dell'intervista, però, con l'aggiunta di altri materiali molto interessanti riguardanti la vicenda, questa si è trasformata in un microdocumentario. Chi lo guarda può capire alcune cose non solo dello stato della laicità e delle pari opportunità nel nostro Paese, ma anche della giustizia e dell'indipendenza degli organi di controllo (ma più che altro organi controllati) della nostra Repubblica, ad esempio il Consiglio Superiore della Magistratura.
Vi consiglio di mettervi comodi, gustarvi questo piccante documento e di commentare nella maniera più spontanea per poterne discutere.
Ringrazio il giudice Luigi e la signora Emillia per l'umanità mostrata, per la bella serata e per gli acuti spunti di riflessione.


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P.S: chi non ha troppi problemi con l'inglese può vedere il documentario sull'argomento realizzato dalla canadese CBC all'indirizzo seguente:
http://www.cbc.ca/mrl3/8752/news/features/murray-church-state-071204.wmv
Per ulteriori articoli, visitate http://vivalacostituzione.blogspot.com

BELLA, LUSSUOSA, TECNOLOGICA

TERAMO – La Renault Laguna, ormai storica berlina media della casa transalpina, esce sul mercato con la nuova generazione. Il veicolo made in France, è equipaggiato con 1 benzina (2000 da 140 cv) e 2 diesel DCI common rail (1500 da 110 cv e 2000 da 150 cv), negli allestimenti Laguna, Dynamique, Initiale. Rispetto alle serie precedenti, il balzo stilistico è stato notevolissimo. La nuova Laguna presenta infatti una linea molto affascinante e aggraziata, con tocchi di eleganza sopraffina. Molto particolare l’anteriore con il nuovo frontale dove la fanno da padroni i fari dal design molto stravagante; sportivo il posteriore con la coda alta, i terminali di scarico cromati, e anche qui i fari dal design accattivante. Salendo a bordo, ci si trova davanti a un abitacolo di molto più importante di quello che è il segmento di riferimento della vettura (se non fosse che la Renault ha a listino la Vel Satis, penserei che la Laguna fosse l’ammiraglia della casa francese). Eleganza e qualità sono le due parole chiavi su cui gli ingegneri transalpini hanno costruito l’interno della Laguna. Per qualità intendo la morbidezza delle sellerie, i particolari raffinati, la qualità delle plastiche e dei materiali usati. Per eleganza intendo l’insieme di tutto questo (qualità dei dettagli, raffinatezza della plancia) misto a un confort da classe superiore. Ora il momento delle classiche sensazioni di guida. La Laguna testa è stata la 2000 DCI 150 cv Dynamique da 32330 €. Da più di 10 anni ormai in Renault, Laguna vuol dire berlina. E che berlina. La nuova generazione della pluridecennale vettura francese, è un mix di bellezza (affascinante il nuovo design, di rottura rispetto alle generazioni precedenti), qualità (internamente i dettagli e i materiali usati sono da ammiraglia), e tecnologia (a partire dalla key card, al freno di stazionamento elettronico, passando per il navigatore satellitare con schermo a colori, fornito con la vettura provata). Su strada tutte queste note si uniscono in un concerto emozionate, in cui la musica e’ il lievissimo sibilo emesso da potente e brillante motore diesel da 150 cv, adatto alla tipologia dell’auto, e ben sfruttabile in ogni percorso si voglia affondare con la Laguna. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 23351 € della 2000 140 cv Laguna ai 30351 € della 2000 140 cv Initiale; per i diesel si va dai 23851 € della 1500 DCI 110 cv Laguna ai 32351 € della 2000 DCI 150 cv Initiale.


Bruno Allevi

14 dicembre 2007

Youth Without Youth, an interview with Francis Ford Coppola

A new movie by Francis Ford Coppola

Francis Ford Coppola’s Youth Without Youth stars Tim Roth as Dominic Matei, an aging professor of linguistics who finds his youth miraculously restored after surviving a cataclysmic event. Dominic's physical rejuvenation and apparent immortality is matched by a highly evolved intellect, which attracts the attention of Nazi scientists, forcing him into exile. While on the run, he reunites with his lost love, Laura, and works to complete his research into the origins of human language. When his research threatens Laura's health, Dominic is forced to choose between his life’s work and the great love of his life. Youth Without Youth also stars Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, Alexandra Pirici, Marcel Iures, and Andre M. Hennicke. It is based upon a novella by Mircea Eliade and produced by Coppola for American Zoetrope. Anahid Nazarian and Fred Roos are executive producers.

An Interview with Francis Ford Coppola

How do you comprehend human consciousness—really understand its essential nature? One day a martian might come down to Earth and say, “You humans have this thing you call consciousness. We don’t think we have it. Can you explain what it is, what it feels like?” And what would you say? You’d say, “Well, it’s a kind of knowing that involves self-knowing, so that the process of my knowing has with it a personality that I can feel is in fact myself—so that I am aware of my thinking.”

Q: So does this mean that while you’re thinking, you’re also thinking that you’re thinking?

A: Yes, it’s sort of like that; it’s that I’m thinking with an identity—an emotional identity—so I’m aware that I’m thinking. I’m self-aware.

Q: I really appreciate your telling me what consciousness is because we, being from another planet, have intelligence, which is to say, we can think, we can figure out problems, but we feel that human beings have a much more mysterious sense of inner-self that we don’t think we have. Can you describe it to us?

A: Well, I can try to describe it. It’s as I’ve said—if you are a person with only one eye, you see only length and width, with no sense of depth. Now add a second eye, and that difference—that new perception of depth—is a kind of consciousness. However, human consciousness is not just a third dimension, it’s multiple dimensions, and it exists in thought, in reasoning, in emotion, in imagery, because it draws upon memory.

Q: That’s very interesting. I do understand what you mean about three dimensions, but a person with only one eye, who’d never perceived three dimensions, could not understand this concept. So perhaps that’s why I can’t understand consciousness.

A: That’s exactly right. That’s exactly what I’m trying to say. It’s a—it’s a wholeness that’s multifaceted, but not multifaceted in separate little categories: multifaceted in the potential for three dimensions to illuminate a larger picture, a larger sense of self. That’s what I think consciousness is.

Q: Oh. Very interesting. I don’t understand at all.

A: Well, that’s why I decided to make this movie, Youth Without Youth, to better understand these ideas for myself.

Q: Has that been the case—do you understand these ideas and yourself better now, having made the movie?

A: I think so. I used to say I was interested in consciousness and time because film is so adept at working in those areas; but now I think I’m most captivated by consciousness, because time is an invention of consciousness. That’s what this story is all about. The reality in which we live is beyond our immediate perceptions. Even as a kid, I knew the stars were not little balls of fire in the sky.

Q: Then what is the true nature of reality?

A: It’s a kind of changing tapestry of illusion, and that’s also this movie: a tapestry of illusion.

QL: Are people interested in movies like that?

A: Well, the movie’s also a beautiful love story and a mystery of a kind. I’ve tried to build the story so that people don’t have to immediately occupy themselves with this examination of consciousness. But then later, seeing the film again, if they want to consider it from that perspective, they can and they’ll discover additional dimensions to the story. That’s the kind of movie I like to make: one that gives more as people give more of themselves to it.

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The full synopsis can be read here


10 dicembre 2007

SUV MADE IN MAZDA

TERAMO – La Mazda, casa automobilistica giapponese da anni ormai nell’orbita Ford, lancia un nuovo SUV dal design molto particolare. Questo SUV è il CX-7. Il prodotto giapponese monta un benzina 2300 da 260 cv in allestimento unico. Esteticamente questo SUV presenta una linea fuori dagli schermi. Infatti non è come gli altri SUV medi, che hanno una linea abbastanza rettangolare (chi più chi meno). Il veicolo Mazda è molto tondeggiante, presentando una linea oserei dire da coupè molto sportiva, con in più la nota SUV dell’altezza da terra maggiorata rispetto a una comune auto da tutti i giorni. Penetrante l’anteriore con il muso “a fascia”: unica fascia dove sono collocati i proiettori e la mascherina. Grintoso e sportivo il posteriore dove le note di riguardo sono sicuramente i proiettori trasparenti e i terminali di scarico cromati. Salendo a bordo (la posizione di guida è alta e si vede molto bene) ci si ritrova a fare i conti con un eleganza degna da ammiraglia. Sellerie di gran pregio, spazio a bordo molto ben sfruttato e sfruttabile, plancia ricca (consolle tecnologicamente avanzata, arricchita da eleganti finiture alluminio), quadro strumenti sportivo e retroilluminato rosso, fanno capire come il mix fra eleganza, sportività e uso fuoristradistico possono convivere senza problemi. Ed ora il momento della prova su strada. Il CX-7 guidato è stato il 2300 260 cv da 36630 €. Questo veicolo giapponese è come detto uno dei pochi esempi di commistione fra generi diversi del mercato auto: la Coupè e il SUV. Infatti una linea da coupè si sposa all’altezza da terra e alla trazione integrale, prerogative dei SUV di tutto il mondo. Su strada il CX-7 fa sentire tutto il suo essere sportivo grazie alle prestazioni assicurate dallo strepitoso 2300 Benzina da 260 cv, che garantisce una devastante dose di brio e potenza, in modo da poter usare il SUV nipponico sia come veicolo per viaggi autostradali, che come veicolo da sfruttare sui percorsi accidentati. Infine l’unico prezzo: il 2300 benzina da 260 cv costa 36450€.


Bruno Allevi

4 dicembre 2007

L'ingerenza cattolica, questa sconosciuta...

di RingoDePalma

La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni, ribaltando la richiesta del sostituto procuratore della Cassazione che aveva richiesto il rigetto del ricorso presentato dal padre della ragazza. La Corte ha deciso che si può autorizzare l'interruzione dell'alimentazione artificiale solo in presenza di due cicostanze concorrenti: che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che sia accertato che Eluana avrebbe deciso (di sospendere l'alimentazione artificiale) se fosse stata in grado di scegliere. La materia è davvero spinosa: come si può decidere se staccare o meno quella famosa spina? Secondo la visione personale di ciscuno di noi quella spina collegata può rappresentare la vita come per altri la morte. Ciscuno di noi si fa un'idea su tale argomento a seconda magari di come immagina in una situazione simile una persona cara: continuare a tenerla "viva" perchè la si considera ancora come tale o magari staccare la spina in quanto un corpo che svolge le semplici funzioni vegetative non rappresenta quella persona con cui si è trascorso del tempo, amato e sofferto?
Il discorso, a seconda dei punti di vista, tutti rispettabili, continuerebbe per ore, ma certamente ad un certo punto qualcuno interverrebbe con espressioni come "la vita è sacra e va salvaguardata comunque". Frasi come queste sono un campanello d'allarme che avverte: la pacata e profonda discussione sull'eutanasia si è appena trasformata nello sfogo del superego di qualcuno dei dissertori. Se poi, invece di troncare la discussione si ha il coraggio di continuare, la mente in questione probabilmente sembrerà vittima di una mesmerizzazione e comincerà a parlare per frasi fatte, come fosse un libro (di cavolate) stampato. Nel caso in cui questa discussione avvenga dal centro Italia in giù (e io, essendo di quella zona, parlo con cognizione di causa) prenderà una piega anche peggiore, al punto che una discussioine di etica giunge a trasformarsi in un lungo elenco di presunti miracoli, apparizioni ed eventi simili snocciolati per giustificare la presenza di un Altissimo che esercita il suo magistero sulla terra solo tramite la Chiesa Cattolica (mentre le altre Chiese a quanto pare, come si dice a Messina, sono "figlie della schifosa").
Al di là di questa digressione sullo stato del pluralismo (ahimé) nel nostro paese, non s'è fatta attendere la reazione a tale notizia da parte dell'autorità direttamente interessata, che non è l'ordine dei medici (dato che buona parte della sentenza riguarda l'irreversibilità del coma) ma il solito, buon vecchio (soprattutto anagraficamente) e facoltoso Stato del Vaticano. Poichè l'opinione del Vaticano non è ininfluente e dato che le argomentazioni del tipo "il Vaticano ha il diritto di esprimersi perchè è la guida spirituale del nostro paese" sono tutte c***ate dette da chi non sa dove la Costituzione sia di casa, è bene ricordare almeno ai pochi lettori di questo blog l'articolo 7 della nostra (laica) Costituzione:

"Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. [...]"

Nonostante la dicitura "lo Stato e la Chiesa" e non "lo Stato della Chiesa", gli organi pontifici di ogni livello, con la scusa dell'essere la "religione storica" del nostro paese, intervengono continuamente a gamba tesa nel discorso politico, giudiziario e sociale del nostro Stato. I "giornalisti" dell'Osservatore Romano, che per piacere ai loro direttori non hanno ancora pubblicato la notizia della breccia di Porta Pia, non si limitano a parlare di ciò che accade nel mezzo chilometro quadrato dello Stato del Vaticano (anzi, non lo fanno mai) ma, pieni di interesse cristiano per il prossimo, pontificano (e giocano in casa) sulle abitudini sessuali, sui consumi, sulla medicina, sul diritto, sugli hobby, sul codice penale e civile dello Stato confinante.

Oltre a tali interessi apprezzano anche quelli maturati con le tangenti durante il periodo di Craxi tramite lo Ior, ma questa è un'altra storia.

Ieri l'Osservatore ha criticato con toni molto aspri la sentenza di cui sopra perchè è frutto di un "relativismo dei valori" e perchè "nel vuoto legislativo, una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia". Fin qui potremmo quasi essere ancora marginalmente d'accordo, l'eutanasia è un tema importante e va discusso con i piedi di piombo. L'affermazione che però non ritengo assolutamente accettabile è questa: "introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili".
Certo, che il Vaticano e i rispettivi affiliati non brillassero per tendenze multiculturali non è una novità, ma qui si va oltre: si afferma chiaramente che il pluralismo non deve essere presente nella nostra società altrimenti, prima o poi, finiamo in una sorta di baratro di perdizione! Meglio continuare invece con i partiti che seguono passo passo i dettami della gerarchia Vaticana organizzando un Family Day popolato da divorziati, abortisti, fedifraghi, (a)teo-con (come Ferrara o Pera), meglio continuare con i circa 800 milioni di euro di Otto per Mille che lo Stato conferisce loro tramite un metodo subdolo, meglio continuare a finanziarli con 4 miliardi di euro all'anno che potrebbero essere spesi in ricerca, sanità, sicurezza, pensioni e opere pubbliche, meglio continuare a maltrattare le altre religioni e più in generale la diversità culturale... per fortuna noi abbiamo il Vaticano. Se fossimo un "paesaccio pluralista" come la Francia, invece, avremmo più giustizia sociale, meno sperperi, meno favoritismi verso UNA SOLA Chiesa e una ricerca più efficace e produttiva ma certamente, a causa di tutto questo corretto funzionamento della cosa pubblica, saremmo persi in "una zona vuota dai confini non più tracciabili". Ragazzi fate attenzione a far funzionare bene lo Stato, è tutta una truffa!
Negli ultimi anni si sente sporadicamente parlare (solitamente da parti radicali) del superamento del concordato e del conseguente adeguamento delle relative norme allo stato attuale delle cose e non al raggiungimento di un idealtipo perseguito da chi è nato nel 1940 o giù di lì. Chi parla di queste cose però è arrivato tardi: sotto il nostro naso, quatto quatto, il superamento del concordato è già avvenuto: non ieri, non l'altro ieri ma nel lontano 1984 ad opera del tangentista Bettino Craxi e del cardinale Agostino Casaroli. Tale superamento però è avvenuto unilateralmente (ed facile immaginare chi ne abbia beneficiato): fino al 1984 lo Stato laico italiano (ma più che laico fesso) pagava la congrua, cioè sostanzialmente "solo" gli "stipendi" (ma perchè? boh?) ai preti italiani, che all'epoca in Italia erano circa 70.000. Attualmente invece, con il solo meccanismo dell'Otto Per Mille, lo Stato paga annualmente una quota praticamente fissa alla Chiesa Cattolica (circa un miliardo di euro - milione più milione meno -) ma i prelati in Italia sono attualmente meno di 40.000!
Ad una diminuzione del bisogno, dunque, è stato accostato un aumento spropositato delle risorse assegnate per svolgere ingerenze continue e reiterate nei confronti dello Stato laico italiano.


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