2 gennaio 2008

Il volto italiano della giustizia.

di RingoDePalma

Ecco uno dei volti del "law and order" all'italiana: Flavio Tosi. Il sindaco leghista di Verona, ospite di una puntata di dicembre di Annozero (guarda la puntata), strenuo sostenitore dell'ordinanza anti - prostituzione (ne ha varata anche una nel suo Comune), ha finalmente chiarito le nostre fosche e annebbiate menti sull'argomento giustizia. Certo, insieme ad Alessandra Mussolini ha anche tenuto una lunga e valida lezione di diritto sbandierando opinabili diritti e punti di vista razzisti presi come verità assolute, comunque vorrei soffermarmi su un'importante affermazione.
Ad un certo punto della trasmissione, Marco Travaglio ha citato en passant la fedina penale del sindaco (egli vanta, insieme ad altri suoi colleghi, una condanna in secondo grado per propaganda di idee razziste) e l'amministratore di Verona, punto sul vivo, ha affermato "io però sono stato votato da 28.000 persone".
Ecco lo stato della giustizia nel nostro paese: se sei una comune cittadino (senza scadere nella retorica del "poveraccio" o simili) la pena si abbatte giustamente su di te e, salvo errori giudiziari che sono meno frequenti di quanto si creda, buona parte delle volte sconti la pena, carceraria o meno che sia.
Se però sei stato eletto e fai parte della casta (o cosca) e quindi sei un parlamentare, un consigliere comunale o comunque ricopri una qualunque carica, la pena buona parte delle volte non conta più. Perchè? Perchè hai ricevuto dei voti sei stato eletto e sei praticamente al di là del bene e del male.
Puoi appellarti al quarto grado di giudizio.
Se sei parlamentare puoi legiferare (in buona compagnia) sull'incidenza delle pene, per cui una truffa da circa 20 milioni di euro come quella di Donatella Pasquali Zingone (moglie di Lamberto Dini) viene teoricamente punita con 2 anni di carcere (pena che non avrà mai luogo perchè azzerata dall'indulto), mentre se un ragazzo si fa una canna (che è comunque un reato verso la società e verso la propria salute) è punito con una pena che va da 6 a 20 anni di carcere e con una multa che va da 26.000 a 260.000 euro.
Ecco quindi lo stato della giustizia applicato alle pari opportunità nel nostro paese. Se un Tosi, insieme ai suoi colleghi leghisti (gli assessori Enrico Corsi, Matteo Bragantini, Luca Coletto, la capogruppo al Comune Barbara Tosi e il militante Maurizio Filippi), vedrà confermata la condanna in Cassazione per il reato commesso (propaganda di idee razziste), in qualunque caso non sconterà mai la pena prevista (due mesi di carcere) perchè questo reato è coperto dall'indulto votato da quasi l'intero parlamento.


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