Il governo Prodi è caduto diversi giorni fa e il presidente della Repubblica Napolitano ha affidato al presidente del senato Franco Marini (ex DC, poi Margherita poi PD) un mandato per sondare le intenzioni dei gruppi parlamentari in materia di legge elettorale e di un probabile "governo di transizione" che faccia "riforme condivise", la più importante delle quali sarebbe la legge elettorale. Ciò che credo io, oltre ogni luogo comune, è che la nostra classe dirigente ci ha schiavizzati, resi deboli e disorientati. Ma soprattutto, con le loro manovre tutt'altro che limpide ha vìolato uno dei primissimi principi costituzionali della nostra Repubblica. Il concetto di cui parlo è presente nell'articolo 9 della nostra Costituzione che recita
Quale sviluppo può promuovere un panorama politico/istituzionale come il nostro? Assistendo fra una lettura di francese e l'altra (avevo un esame incombente) allo stillicidio della votazione in senato della settimana scorsa ho potuto toccare con mano che, in fondo in fondo, la frammentazione del nostro sistema partitico non è poi così pronunciata, almeno non rispetto a quella che si verifica nel parlamento: è stato davvero grottesco assistere alle dichiarazioni, fra gli altri, di Rotondi (DC per le Autonomie, un paio di senatori), Storace (La Destra, tre senatori), De Gregorio (Italiani nel Mondo, solo lui e la bottega che dirige), Willer Bordon (Unione Democratica dei Consumatori, un paio di senatori) e di tanti altri microgruppi che nessuno ha eletto.
E' possibile lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica in un paese in cui il dott. Angelo Vescovi, responsabile di un laboratorio milanese che stava compiendo studi (ovviamente legali) sulle cellule staminali, ha visto il suo lavoro (dal valore di 500.000 euro) distrutto da un atto vandalico attuato molto probabilmente da gente interna alla struttura (magari il solito obiettore di coscienza che si è spinto oltre)?
E' possibile lo sviluppo di un paese, da qualunque punto di vista, in cui un pregiudicato non può diventare vigile urbano ma senatore o deputato? In cui l'imputato, tramite le leggi da egli promulgate, decide praticamente la sua sentenza? In cui un monopolista dell' "informazione" regna indiscusso da decenni impedendo a Francesco Di Stefano (Europa 7, leggi un mio post sulla vicenda) di entrare nel mercato e rompere il monopolio della casta?
Forse è possibile.
Questo sviluppo è possibile e può averne un'idea chi ha appena visto l'ultima puntata di Annozero in cui, oltre ogni pregiudizio politico, sono stati snocciolati fatti incontestabili (intercettazioni ambientali, telefoniche, incontri) che hanno permesso agli spettatori che hanno avuto le orecchie per sentire di poter effettuare scelte riguardo all'assegnazione dei loro voti.
Questo sviluppo è possibile, lo dico e lo ribadisco, perchè il prof. Vescovi, dopo aver scoperto della distruzione del suo lavoro, ha alzato la testa e ha affermato che "Chiunque sia questo imbecille [riferito al/ai vandalo/i] gli dico che, se con questo credeva di poterci fermare, si e' sbagliato di grosso" perchè "In 3-6 mesi saremo in grado di far ripartire tutte le linee cellulari perdute, quindi faremo il necessario per ottenere tutto il materiale nelle quantita' di prima".
Questo sviluppo è possibile perchè il sistema politico, partitico, amministrativo, sociale, sanitario e quant'altro non può ingessare quel che desideriamo ardentemente, tutti insieme, ognuno assumendosi le proprie responsabilità e facendo la propria parte. Scegliendo acutamente chi votare, scegliendo di parlare invece che tacere, scegliendo di manifestare dissensi e opinioni, senza dimenticare però che queste sono solo una conseguenza, e non un surrogato, dei fatti tanto spesso caduti nel dimenticatoio.
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altri post su http://vivalacostituzione.blogspot.com
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. [...]"
Quale sviluppo può promuovere un panorama politico/istituzionale come il nostro? Assistendo fra una lettura di francese e l'altra (avevo un esame incombente) allo stillicidio della votazione in senato della settimana scorsa ho potuto toccare con mano che, in fondo in fondo, la frammentazione del nostro sistema partitico non è poi così pronunciata, almeno non rispetto a quella che si verifica nel parlamento: è stato davvero grottesco assistere alle dichiarazioni, fra gli altri, di Rotondi (DC per le Autonomie, un paio di senatori), Storace (La Destra, tre senatori), De Gregorio (Italiani nel Mondo, solo lui e la bottega che dirige), Willer Bordon (Unione Democratica dei Consumatori, un paio di senatori) e di tanti altri microgruppi che nessuno ha eletto.
E' possibile lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica in un paese in cui il dott. Angelo Vescovi, responsabile di un laboratorio milanese che stava compiendo studi (ovviamente legali) sulle cellule staminali, ha visto il suo lavoro (dal valore di 500.000 euro) distrutto da un atto vandalico attuato molto probabilmente da gente interna alla struttura (magari il solito obiettore di coscienza che si è spinto oltre)?
E' possibile lo sviluppo di un paese, da qualunque punto di vista, in cui un pregiudicato non può diventare vigile urbano ma senatore o deputato? In cui l'imputato, tramite le leggi da egli promulgate, decide praticamente la sua sentenza? In cui un monopolista dell' "informazione" regna indiscusso da decenni impedendo a Francesco Di Stefano (Europa 7, leggi un mio post sulla vicenda) di entrare nel mercato e rompere il monopolio della casta?
Forse è possibile.
Questo sviluppo è possibile e può averne un'idea chi ha appena visto l'ultima puntata di Annozero in cui, oltre ogni pregiudizio politico, sono stati snocciolati fatti incontestabili (intercettazioni ambientali, telefoniche, incontri) che hanno permesso agli spettatori che hanno avuto le orecchie per sentire di poter effettuare scelte riguardo all'assegnazione dei loro voti.
Questo sviluppo è possibile, lo dico e lo ribadisco, perchè il prof. Vescovi, dopo aver scoperto della distruzione del suo lavoro, ha alzato la testa e ha affermato che "Chiunque sia questo imbecille [riferito al/ai vandalo/i] gli dico che, se con questo credeva di poterci fermare, si e' sbagliato di grosso" perchè "In 3-6 mesi saremo in grado di far ripartire tutte le linee cellulari perdute, quindi faremo il necessario per ottenere tutto il materiale nelle quantita' di prima".
Questo sviluppo è possibile perchè il sistema politico, partitico, amministrativo, sociale, sanitario e quant'altro non può ingessare quel che desideriamo ardentemente, tutti insieme, ognuno assumendosi le proprie responsabilità e facendo la propria parte. Scegliendo acutamente chi votare, scegliendo di parlare invece che tacere, scegliendo di manifestare dissensi e opinioni, senza dimenticare però che queste sono solo una conseguenza, e non un surrogato, dei fatti tanto spesso caduti nel dimenticatoio.
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