29 febbraio 2008

Offerta di impiego all'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco

L’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco bandisce una selezione per 1 posto di impiegato a tempo determinato da adibire a mansioni di segreteria e assistente al Direttore.

Si richiedono:
- perfetta conoscenza scritta e orale delle lingue italiana ed inglese;
- diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equivalente;
- esperienza amministrativo-contabile;
- regolare e comprovabile permesso di residenza e lavoro negli Stati Uniti se non cittadino statunitense.

Il contratto avra’ durata di sei mesi con orario di lavoro dal Lunedi al Venerdi dalle ore 9.00 alle ore 17.00.

Le domande dovranno essere redatte esclusivamente secondo lo schema allegato e corredate di curriculum vitae, e dovranno pervenire entro le ore 12:00 pm del decimo giorno dalla data di detto avviso. Le domande pervenute oltre tale termine non verranno prese in considerazione.

La prova di selezione sarà costituita da un colloquio attitudinale in lingua italiana ed inglese, una prova pratica di conoscenza informatica e di contabilità.
Tutti i candidati sono pregati di presentarsi il giorno 12 Marzo 2008 alle ore 9.00 presso l’Istituto Italiano di Cultura, 425 Washington Street Suite 200, secondo piano, San Francisco, California, muniti di documento di riconoscimento con fotografia, salvo eventuali comunicazioni che dovessero pervenire da questo Istituto.
Solo i candidati che si presenteranno alle ore 9.00 del 12 marzo 2008 se provvisti dei requisiti richiesti verranno ammessi al colloquio.

Si prega di voler specificare il proprio recapito telefonico e indirizzo di posta elettronica a cui poter inoltrare eventuali comunicazioni al riguardo.


Il Direttore
Onofrio Speciale

Prot. 148 , San Francisco, 26 Febbraio 2008

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In English

The Istituto Italiano di Cultura of San Francisco has one opening for a temporary position in the area of administration and accounting.

The position requires:
- fluency in Italian and English, both written and spoken;
- Italian high school diploma or the equivalent (preference will be given to those with a related professional degree or demonstrated experience in administration and accounting);
- proof of legal permit to reside and work in the US, if not a US citizen.

The contract is for six months. Hours are Monday through Friday, 9:00 am to 5:00 pm.

Applications must be submitted in the attached format (in Italian), along with a resume, before or by 12:00 pm on the 10th day after the date of this announcement.
Applications received after this deadline will not be taken into consideration.

The selection process will comprise an interview (conducted in Italian and English) and a test for computer proficiency.



Onofrio Speciale, Director

Prot. 48, San Francisco, January 18, 2008

27 febbraio 2008

DISEGNATA DAL VENTO

GIULIANOVA LIDO – La Opel, nota casa tedesca, si lancia nel mercato delle sportive, con un prodotto molto particolare e affascinate. Quest’auto, che richiama la tradizione sportiva Opel degli anni ’60, è la GT. La GT monta un solo motore a benzina (2000 Turbo da 264 cv) in allestimento unico. Esteticamente gli ingegneri GM (la GT deriva dalla Pontiac Solstice), si presenta come una spider 2 posti secchi dalla linea molto particolare. Infatti il corpo vettura è da sportiva purosangue: linee filanti miste a nervature muscolose e tese, minima l’altezza da terra. Di grande impatto sono sia l’anteriore, con un frontale “cattivo” (fari a palpebra che guardano aggressivi la strada) che il posteriore, slanciato e “nervoso” (belli i fari alti, sportivissimi il doppio cupolino frangivento e il doppio terminale di scarico rettangolare). Salendo a bordo, la grinta e la sportività espresse nell’estetica esteriore, sono qui confermate e amplificate, con un tocco di eleganza. Le doti sportive dell’abitacolo risiedono sicuramente in una configurazione dei sedili di impronta corsaiola: sportivi, performanti, anatomici; in una posizione di guida quasi distesa (l’altezza interna dell’auto in configurazione capote chiusa è minima); lo spazio a bordo è pressoché inesistente (2 posti secchi, nemmeno un po’ di spazio dietro ai sedili per appoggiarci qualcosa di poco ingombrante); la leva del cambio piccola; il quadro strumenti a fondo bianco dal design aggressivo (2 tunnel, uno per il tachimetro e uno per il contagiri). Per l’eleganza le note liete risiedono nella cura dei materiali usati per i sedili sportivi (pelle morbida al tatto) e nella completa consolle centrale di un bel colore nero lucido. Ed ora il momento del test drive. La GT provata è stata la 2000 Turbo da 33358 €. Per Opel quest’auto segna il ritorno nel mercato delle spider sportive (Bmw Z4 su tutte), con un prodotto, molto particolare e affascinante, che sicuramente conquisterà i gusti degli automobilisti europei. L’auto su strada si comporta da sportiva purosangue, garantendo prestazioni al top (il 2000 Turbo da 264 cv fa sentire la sua voce in maniera equilibrata), e soprattutto facendo divertire chi si mette al volante di questa vettura. Infine il listino prezzi: l’unica versione disponibile, la 2000 Turbo da 264 cv costa 31400 € (benzina).


Bruno Allevi

21 febbraio 2008

MODUS VIVENDI

COLLI DEL TRONTO – La Renault Modus, la piccola monovolume di successo della casa francese, si rinnova profondamente. La vettura transalpina è adesso equipaggiata con un 2 benzina (1200 da 75, 79 e 100 cv e un 1600 da 112 cv) e un diesel 1500 DCI da 68, 86, 103 e 105 cv, negli allestimenti Base e Dynamique, nelle varianti di carrozzeria Modus e Gran Modus (novità assoluta). Esteticamente la Modus ha subito un maquillage rinfrescante nei punti nevralgici: l’anteriore e il posteriore. Nuovi sono il design del muso e dei fari anteriori e altrettanto inediti sono i fari posteriori. In più con la nuova Modus fa la sua comparsa la Gran Modus, ovvero una Modus con circa 16 cm in più dalla Modus Classica, che permettono di avere un auto ancor più comoda e sfruttabile. Internamente nulla è rimasto immutato. Buona la cura dei dettagli, estremamente chiaro il quadro strumenti digitale centrale, facile da usare la lineare consolle centrale, ben sfruttabile lo spazio a bordo che diventa ancora maggiore se si sceglie la Gran Modus. E ora il test drive. La Modus guidata è stata la Gran Modus 1200 TCE 100 cv da 17121 €. La vettura testata è la vera novità del restyling Modus. Infatti la Gran Modus, beneficiando del restyling stilistico della Modus, è lunga di ben 16 cm rispetto alla Modus. Questo allungamento del corpo vettura, rende la già spaziosa monovolume francese, ancora più spaziosa e sfruttabile. Il comfort e la qualità dei dettagli e buono. Il motore (il 1200 TCE Turbo da 100 cv) è molto brillante, potente, elastico ed anche parco nei consumi. Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra Modus e Gran Modus. Per la Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 16900 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI Base 68 cv ai 18850 € della 1500 DCI Dynamique 106 cv. Per la Gran Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 17500 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI 68 cv Base ai 19450 € della 1500 DCI 103 cv Dynamique.



Bruno Allevi

18 febbraio 2008

Gli interessi primari della classe dirigente italiana.


Circa un paio di settimane fa il sig. Pino Maniaci, giornalista e direttore di Telejato (un'emittente privata di Partinico - Palermo -), ha ricevuto dei gravi atti intimidatori. Telejato è un'emittente da tempo agguerrita nei confronti della mafia e del malaffare. Maniaci è stato pestato e quasi strozzato - secondo la sua testimonianza - dal figlio del boss locale, Vito Vitale, che nel frattempo sta scontando con il regime 41 bis una condanna per mafia. Senza dubbio una vittima della giustizia ad orologeria (Vitale).
Tranne qualche isolata e tenue presa di posizione, la nostra classe dirigente quasi in toto non ha proferito verbo sull'accaduto. Certo, in un paese che non ha attenzione e in cui la mafia convive da tempo con le istituzioni, la cosa non dovrebbe destare scalpore. E in effetti non è questo "dettaglio" a fare scalpore ma il fatto che i brahmini della politica da un pò di mesi, per "far colpo" in occasione del sessantennio, citano ogni due minuti la Costituzione non "onorandola" ma come orpello retorico, per questioni marginali o situazioni irrilevanti.
Questi grandi sapienti non ignorano ma, che è peggio, fanno finta di ignorare i nostri diritti. I Rutelli, i Fassino, i Bondi e gli altri simili che fanno a gara per aggiudicarsi il posto al sempre apparecchiato "tavolo delle riforme condivise", che discutono da mesi sul modus fottendi degli italiani (la legge elettorale), oltre a nascondersi dietro una foglia di fico in casi come questi, fanno finta di ignorare alcuni basilari principi di cui gode anche il signor Maniaci, ad esempio l'art. 2 della Costituzione

"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo [...]"

e fra questi credo che sia incluso il diritto a non essere pestato per regolare i conti per conto di un mafioso. Oppure, contro la mafia che ha agito, l'art. 18

"[...] Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare"

o, valutando la situazione nel complesso, il sempre attuale ed orfano l'articolo 21

"Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".

Cari politici siete ricchi, potenti, nel corso degli anni avete distrutto il codice penale e il codice di procedura penale al punto che i processi penali (e non) sono una via crucis interminabile, almeno abbiate la bontà di recitare per bene la vostra parte. Poichè è impossibile scrostarvi dai vostri vertici di potere, almeno fingete di essere affranti, mostratevi vicini alle vittime dei boss con cui molti di voi sono contigui.
Cosa vi costa? Un telegramma all'ANSA (non scomodatevi a contattare i diretti interessati), 5 secondi di comparsata ai tg collaborazionisti, qualche frase preconfezionata ed è fatta, almeno ci fate contenti. In ogni caso il signor Maniaci, i Pino Masciari e gli altri nostri amici, con o senza di voi, continuano il loro lavoro.


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Dedicato, se non lo si fosse capito, ai Maniaci che vivono per l'Italia.
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MOLTO FAMIGLIARE QUESTA STATION

GIULIANOVA LIDO – Nell’attesa di vedere in commercio la nuova Superb, in casa Skoda viene presentata la nuova versione station della piccola Fabia. La nuova famigliare ceca è equipaggiata con 3 propulsori a benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv, 1600 da 105 cv), 2 propulsori Bi-Fuel GPL+Benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv), 2 motori diesel (1400 TDI da 70 e 80 cv, 1900 TDI da 105 cv), negli allestimenti Base, Style, Sport, Comfort. Esternamente, la nuova Fabia SW presenta una linea molto più aggraziata, europea ed affascinante della station che va a sostituire. Infatti il corpo vettura è molto più affusolato e filante di prima, con molti spigoli in meno rispetto alla precedente serie. L’anteriore è identico a quello della Fabia berlina e della Roomster, mentre la coda posteriore è slanciata con i bei fari ovoidali, dal design moderno. Accomodandosi a bordo, si nota uno spazio maggiorato rispetto alla versione berlina, grazie appunto alla coda e al bagagliaio. Per quanto riguarda le finiture e la qualità dei componenti, esse sono molto buone, in linea con i passi in avanti fatti dalla casa ceca in fatto di qualità negli ultimi tempi. Elegante e lineare la consolle in Volkswagen style (la Skoda fa parte del gruppo Volkswagen), facile da leggere e completo di tutto il quadro strumenti. Ed ora il test drive. La Skoda Fabia SW guidata è stata la 1400 TDI 70 cv Style da 15295 €. La nuova Fabia SW arriva a circa 10 mesi dalla berlina (Maggio la presentazione della berlina, Febbraio la SW), aggiungendo alla praticità della berlina la spaziosità e la molteplicità d’uso delle station wagon. Su strada l’auto denota una guidabilità e un confort molto buoni, una brillantezza e una potenza di tutto rispetto (il 1400 TDI da 70 cv, il motore base a gasolio, non è per nulla sottodimensionato ed è un ottimo compromesso per chi non ha bisogno di auto dalle potenze elevate). Infine i prezzi: per i benzina si va dai 10610 € della 1200 Base da 60 cv ai 16740 € della 1600 Comfort Automatica; per i BiFuel (Benzina+GPL) si va dai 12260 € della 1200 Base da 60 cv ai 16790 € della 1400 Comfort; per i Diesel si va dai 13210 € della 1400 TDI 70 cv Base ai 18520 € della 1900 TDI 105 cv Comfort con Filtro Antiparticolato.



Bruno Allevi

12 febbraio 2008

Continuano gli attacchi alla legge 194 sull' aborto terapeutico

La regione Lombardia ha abbassato il limite per cui è possibile effettuare l'aborto terapeutico da 24 a 22 settimane. Questo è solo l'ultimo della lunga scia di attacchi contro la legge 194, portati avanti da un variegato gruppo di personalità tra cui il giornalista Giuliano Ferrara(per altro promotore di una campagna a favore di una moratoria dell'aborto), il capo della CEI cardinal Bagnasco, il Pontefice e ora anche Roberto Formigoni, che dalle parole è passato direttamente ai fatti. La legge 194 consente l'interruzione volontaria della gravidanza fino al novantesimo giorno dal concepimento, eccetto per i casi in cui sussista pericolo di vita per la madre o in cui il nascituro sia affetto da patologie o malformazioni, per i quali è consentito un massimo di 24 settimane. Ora, la questione dell'aborto pone sicuramente dei grossi problemi morali, tuttavia c'è da ricordare che la legge 194 venne rattificata a suo tempo tramite un processo referendario. Proporre sue modifiche o, peggio, limitarne l'efficacia senza prima ricorrere ad un nuovo referendum mi pare estremamente arrogante, così come mi sembra arrogante cercare di imporre ad altri il proprio punto di vista su un problema delicato come questo. Personalmente ritengo che la decisione di portare a termine o meno la gravidanza debba essere presa solo ed esclusivamente dalla diretta interessata, visto che sarà lei a farsi carico del nascituro. Permettere ad una donna di abortire non vuol dire costringere tutte le donne a farne ricorso, il libero arbitrio rimane e la decisione sarebbe lasciata alla coscienza di ogni singola persona. Al contrario proibirlo significherebbe obbligare una persona a far nascere un bambino non voluto, magari concepito in seguito ad una violenza, o ad abbandonarsi alle mani di sedicenti medici/macellai per ricorrere ad un aborto clandestino, pratica che negli anni passati ha portato decine e decine di donne ad una morte prematura.

7 febbraio 2008

Dal Comites di San Francisco: Borse di studio - fondazione Cariplo

Master
Sono disponibili 4 borse di studio, erogate dalla Fondazione Cariplo, per il Master universitario on line in "Traduzione specialistica verso l'italiano" attivato dalle Universita' di Bari, Genova e Pisa, in collaborazione con il Consorzio ICoN. I termini di presentazione delle domande si chiudono il 20 febbraio.
Informazioni dettagliate sulla struttura del corso, sulle modalita' di partecipazione e di iscrizione sono disponibili alla pagina:
http://www.mastertraduzionespecialistica.it
Per ogni richiesta e' possibile contattare la Segreteria didattica del Master:
e-mail "info@mastericon.it" telefono +39 050 2212 698 fax +39 050 2212 697

Corso di laurea
E' ancora possibile presentare domanda per ottenere una delle 74 borse di studio messe a disposizione per l'immatricolazione al corso di laurea in Lingua e cultura italiana per stranieri e italiani residenti all'estero, erogato dal Consorzio ICoN per conto delle Universita' italiane convenzionate.
Per ogni richiesta e' possibile contattare la Segreteria didattica del corso di laurea:
e-mail infodidattica@italicon.it telefono +39 050 2212 690 fax +39 050 2212 677
Con i migliori saluti,
Mirko Tavoni Presidente del Consorzio ICoN

6 febbraio 2008

Si può migliorare in Italia?


Il governo Prodi è caduto diversi giorni fa e il presidente della Repubblica Napolitano ha affidato al presidente del senato Franco Marini (ex DC, poi Margherita poi PD) un mandato per sondare le intenzioni dei gruppi parlamentari in materia di legge elettorale e di un probabile "governo di transizione" che faccia "riforme condivise", la più importante delle quali sarebbe la legge elettorale. Ciò che credo io, oltre ogni luogo comune, è che la nostra classe dirigente ci ha schiavizzati, resi deboli e disorientati. Ma soprattutto, con le loro manovre tutt'altro che limpide ha vìolato uno dei primissimi principi costituzionali della nostra Repubblica. Il concetto di cui parlo è presente nell'articolo 9 della nostra Costituzione che recita

"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. [...]"

Quale sviluppo può promuovere un panorama politico/istituzionale come il nostro? Assistendo fra una lettura di francese e l'altra (avevo un esame incombente) allo stillicidio della votazione in senato della settimana scorsa ho potuto toccare con mano che, in fondo in fondo, la frammentazione del nostro sistema partitico non è poi così pronunciata, almeno non rispetto a quella che si verifica nel parlamento: è stato davvero grottesco assistere alle dichiarazioni, fra gli altri, di Rotondi (DC per le Autonomie, un paio di senatori), Storace (La Destra, tre senatori), De Gregorio (Italiani nel Mondo, solo lui e la bottega che dirige), Willer Bordon (Unione Democratica dei Consumatori, un paio di senatori) e di tanti altri microgruppi che nessuno ha eletto.
E' possibile lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica in un paese in cui il dott. Angelo Vescovi, responsabile di un laboratorio milanese che stava compiendo studi (ovviamente legali) sulle cellule staminali, ha visto il suo lavoro (dal valore di 500.000 euro) distrutto da un atto vandalico attuato molto probabilmente da gente interna alla struttura (magari il solito obiettore di coscienza che si è spinto oltre)?
E' possibile lo sviluppo di un paese, da qualunque punto di vista, in cui un pregiudicato non può diventare vigile urbano ma senatore o deputato? In cui l'imputato, tramite le leggi da egli promulgate, decide praticamente la sua sentenza? In cui un monopolista dell' "informazione" regna indiscusso da decenni impedendo a Francesco Di Stefano (Europa 7, leggi un mio post sulla vicenda) di entrare nel mercato e rompere il monopolio della casta?

Forse è possibile.

Questo sviluppo è possibile e può averne un'idea chi ha appena visto l'ultima puntata di Annozero in cui, oltre ogni pregiudizio politico, sono stati snocciolati fatti incontestabili (intercettazioni ambientali, telefoniche, incontri) che hanno permesso agli spettatori che hanno avuto le orecchie per sentire di poter effettuare scelte riguardo all'assegnazione dei loro voti.
Questo sviluppo è possibile, lo dico e lo ribadisco, perchè il prof. Vescovi, dopo aver scoperto della distruzione del suo lavoro, ha alzato la testa e ha affermato che "Chiunque sia questo imbecille [riferito al/ai vandalo/i] gli dico che, se con questo credeva di poterci fermare, si e' sbagliato di grosso" perchè "In 3-6 mesi saremo in grado di far ripartire tutte le linee cellulari perdute, quindi faremo il necessario per ottenere tutto il materiale nelle quantita' di prima".
Questo sviluppo è possibile perchè il sistema politico, partitico, amministrativo, sociale, sanitario e quant'altro non può ingessare quel che desideriamo ardentemente, tutti insieme, ognuno assumendosi le proprie responsabilità e facendo la propria parte. Scegliendo acutamente chi votare, scegliendo di parlare invece che tacere, scegliendo di manifestare dissensi e opinioni, senza dimenticare però che queste sono solo una conseguenza, e non un surrogato, dei fatti tanto spesso caduti nel dimenticatoio.

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5 febbraio 2008

LA MOLISANA DAGLI OCCHI A MANDORLA

COLONNELLA – Sul mercato automobilistico italiano fa capolino un nuovo prodotto, dalla storia singolare. Quest’auto è la DR5, SUV che nasce dalla collaborazione della Casa Automobilistica Cinese Chery e DR Motor, azienda automobilistica molisana (la sede è a Macchia D’Isernia). Questa vettura è equipaggiata con un 1600 benzina da 110 cv e un 1900 diesel da 120 cv (diesel Multijet di origine Fiat). Esteticamente l’auto presenta una linea fluente, compatta e sportiva allo stesso tempo, e ricorda nelle forme la Toyota RAV4 precedente versione. Bello il frontale con la grande mascherina incorniciata dagli ampi fari; classico il posteriore con l’ampio portaruota sul portellone, lineari i fari verticali. Salendo a bordo, si capisce come il progetto DR sia un progetto di successo. Ampio spazio a disposizione, sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori; sellerie in pelle di serie; un abitacolo molto luminoso grazie al tetto panoramico in vetro; una plancia elegante grazie alla tonalità bicolore impreziosita dagli inserti alluminio; una consolle centrale funzionale e completa (radio con cd, clima e pulsanti vari); il quadro strumenti molto raffinato grazie al fondo alluminio e alla retroilluminazione blu. E ora il test drive: la DR5 guidata è stata la 1600 da 110 cv da 17051 €. Particolarità dell’auto non è tanto la sua provenienza dalla Cina, ma il fatto che venga assemblata da una neonata casa italiana, la DR Motor di Isernia, che importa anche il marchio Katay, e soprattutto particolare è la rete distributiva. Infatti l’auto non viene venduta da una convenzionale rete vendita di concessionarie (per ora ancora no, da giugno 2008 sarà organizzata), ma esclusivamente presso i 25 Centri commerciali della rete Iper distribuiti sul territorio nazionale (a supporto di questo canale distributivo anticonvenzionale è già presente una rete di officine autorizzate). Su strada questo SUV, molto simile nelle forme alla vecchia Toyota RAV4, si comporta in maniera più che soddisfacente, grazie a una qualità costruttiva elevata, e a prestazioni ottime date dal 1600 benzina, che spinge, con elasticità e silenziosità (a breve saranno disponibili sul 1600 anche le alimentazioni BiFuel e Metano). Infine i prezzi: il 1600 benzina costa 17051 €, il 1900 Diesel costa 22051 €.



Bruno Allevi

1 febbraio 2008

La NIAF offre Borse di Studio

La National Italian American Foundation mette a disposizione più di 100 borse di studio per l'Anno Accademico 2008-2009 a favore degli studenti più meritevoli del Paese. Le domande possono essere presentate entro il 7 marzo 2008.

I candidati devono essere di discendenza italiana, con almeno un antenato emigrato dall'Italia; oppure studenti di qualsiasi etnia che abbiano intrapreso studi relativi alla lingua o alla cultura italiana o italo-americani, o ad ambiti correlati. NIAF selezionerà inoltre i destinatari delle borse di studio in base ai meriti accademici (gli studenti devono avere una media dei voti minima pari a 3,5). Le richieste devono essere presentate entro il 7 marzo 2008.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare Serena Cantoni, responsabile della sezione borse di studio della NIAF, telefonicamente allo 202/939-3111 o via e-mail all'indirizzo serena@niaf.org ; oppure visitare il sito internet www.niaf.org/scholarships.