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Sunday, February 27, 2011

Urban Citycar

ASCOLI PICENO – La Hyundai aggiorna nelle linee e nelle forme la sua piccolina, la I10. La versione restyling dell’utilitaria coreana è disponibile al lancio sul mercato italiano con 3 motori a benzina (1000 da 69 cv, 1100 da 69 cv e 1200 da 85 cv), negli allestimenti Bluedrive, Like, Classic, Comfort, Fiorucci, Fiorucci Soft Top, Premium. Esternamente questo restyling ha modernizzato la piccola I10, rendendola ancora più simpatica e frizzante nelle linee e nelle forme da compatta cittadina. A essere stato rinnovato è stato sicuramente il frontale (nuovi gruppi ottici a forma affusolata che ben si sposano alla mascherina a forma di bocca, creando dinamismo sull’anteriore), mentre posteriormente sono stati anche qui ridisegnati i gruppi ottici, lasciando pressoché inalterato il resto della coda. Salendo dentro la I10 troviamo un abitacolo comodo (grazie alle 5 porte e allo spazio sia anteriormente che posteriormente) e ben rifinito. Ergonomica e lineare è la plancia, mentre la consolle centrale, pulita nelle forme, contiene i comandi radio e le manopole del clima (tutto in posizione rialzata, di facile controllo e impugnatura). Rialzato, in fondo consolle è anche l’alloggiamento del cambio (molto comodo questo posizionamento). Bello e sportiveggiante è il quadro strumenti digitalizzato. Ed ora il momento del test drive: la Hyundai I10 provata è stata la 1100 Classic da 10750 €. La versione restyling della piccola coreana, si presenta in questi giorni in Italia, con un face lift che ha aggiornato la linea della I10 senza stravolgerne le forme da compatta cittadina. Il comportamento stradale della versione provata è molto buono, grazie a un ottima maneggevolezza (è una compatta citycar che si infila senza problemi nel traffico cittadino), si parcheggia molto comodamente in un fazzoletto di spazio, ed ha buone prestazioni in fatto di accelerazione, potenza e briosità. Tutto questo è dato dall'elastico motore 1100 da 69 cv, che equipaggia questa versione. Questo motore, silenzioso e per nulla sottodimensionato rispetto al tipo di vettura, è molto economo nei costi di gestione, ed essendo Euro 5, strizza l'occhio anche all'ambiente, grazie a ridotti consumi ed emissioni. Infine il listino prezzi: si va da 8450 € della 1100 Like per arrivare a 12300 € della 1200 Premium (Benzina).


Bruno Allevi

Sunday, February 06, 2011

Tecnologia Creativa

ASCOLI PICENO – La Citroen apre il suo 2011 lanciando sul mercato italiano la nuova generazione della C4. La media francese si presenta al lancio italiano equipaggiata con 2 motori a benzina (1400 da 95 cv e 1600 da 120 e 160 cv) e 2 motori diesel HDI Common Rail (1600 da 90 e 110 cv, 2000 da 150 cv), negli allestimenti Attraction, Seduction, Business, Exclusive. Esternamente l’ultima generazione della C4 si presenta come una vettura dal disegno giovane e accattivante, sportivo e tecnologico. Aggressivo e grintoso è il frontale con i fari a punta e il parafanghi robusti, le cromature della mascherina e delle cornici dei fendinebbia. Posteriormente abbiamo una coda bombata, sportiveggiante che sottolinea il dinamismo dell’intera vettura, dinamismo e movimento che troviamo nella forma dei gruppi ottici posteriori. Accomodandosi a bordo della C4 ci si apre davanti un abitacolo curato, costruito in maniera impeccabile con materiali di qualità. Oltre alla qualità dei materiali ciò che salta all’occhio all’interno della C4 è l’ampiezza dei gadget tecnologici in dotazione, oltre a uno spazio ergonomico e ben sfruttabile. Gadget che sono tutti nella parte anteriore della vettura, e nella consolle centrale in particolare. Consolle che si compone nella parte alta dello schermo a colori del navigatore, mentre in posizione immediatamente inferiore troviamo i comandi della radio cd e del clima automatico bizona. D’impatto e altamente tecnologico è il quadro strumenti a tre quadranti, retroilluminato di un elegante e ben visibile blu elettrico. Ed ora il momento del test drive: la Citroen C4 provata è stata la 2000 HDI 150 cv Exclusive da 28116 €. La seconda serie della C4 si presenta come una vettura moderna, elegante e sportiva. Su strada la media francese ha un comportamento eccellente: maneggevole e stabile, si lascia guidare facilmente su qualunque tipo di strada e di condizione atmosferica. Pratica in manovra grazie ai sensori di parcheggio, questa versione, grazie al tetto panoramico in vetro, dà maggiore luminosità all’abitacolo. Ed ora spazio al motore. La versione testata monta il motore top di gamma a gasolio (il 2000 HDI da 150 cv). Questo motore è molto brillante e potente, ha prestazioni di tutto rispetto, è silenziosissimo in manovra e in stazionamento e grazie ai ridotti consumi e ai costi di gestione contenuti è amica dell’ambiente e del portafoglio. Infine il listino prezzi: si va da 16300 € della 1400 Attraction a 22400 € della 1600 160 cv Exclusive (Benzina), si va da 18600 € della 1600 HDI 90 cv Attraction a 24450 € della 2000 HDI 150 cv Exclusive (Diesel).


Bruno Allevi

Saturday, February 05, 2011

PREVISIONI SULL'ITALIA: FORTI "VENTI DI CENSURA" DAL NORD-EST?

"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa dire..."

(Voltaire)

AUTORI "SCOMODI" AL POTERE: IN ARRIVO UN "INDICE DEI LIBRI PROIBITI"?


Nel Veneto hanno iniziato a circolare "liste di proscrizione" di autori "sgraditi" al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!

Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!

Un recente servizio del Tg3 dello scorso 21 gennaio, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) "Gomorra" (best-seller venduto in "2 milioni" di esemplari solo in Italia e tradotto in "43 lingue" nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!


La motivazione ufficiale del "bando veneto" sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. "autori pro-Battisti", firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

Autori che, in realtà, non hanno certo "inneggiato al terrorismo", limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, "sommario"- a carico del terrorista rosso e ad invocare un "atto di clemenza" in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli "anni di piombo" senza l'ostinata ricerca di "capri espiatori".


Com giudicare tale forma di "boicottaggio letterario"?

Francamente l'appello alla "gogna mediatica" lanciato da alcuni esponenti pidiellini veneti, Paride Costa e Roberto Bovo (e prontamente raccolto, tra l'altro, dagli assessori alla Cultura della provincia di Venezia e della regione Veneto), a danno di intellettuali responsabili semplicemente di avere offerto una "lettura diversa" di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa, appare un atto d'inaccettabile arroganza, di "terrorismo culturale"!


E' di chiara evidenza che il caso Battisti sia solo un pretesto per "mettere all'indice" alcuni scrittori "scomodi", per imbavagliare -in qualche modo, "punire"- qualsiasi forma di esplicito "dissenso", per avallare una "porcata censoria" bella e buona!

Lo conferma il fatto che Saviano, bersaglio principale dell'iniziativa, da oltre un anno abbia già ritirato la sua firma in calce all'appello "incriminato".

Considerando, poi, che i primi inviti ai bibliotecari affinché rimuovessero i libri di Saviano dalle biblioteche sarebbero circolati subito dopo la trasmissione-evento "Viani via con me", si tratta forse di una "ritorsione" in risposta alle recenti polemiche tra lo scrittore di Gomorra e il ministro Maroni???


Il fatto stesso che si concepisca una simile "provocazione" è sintomatico della "bassezza etica e morale" raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di "squilibrio e intolleranza".

Alcuni amministratori pubblici hanno dato l'impressione, infatti, di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una "cosa loro"!

Siamo al "delirio d'onnipotenza", al superamento di ogni "limite di decenza"!

Il clima che si cerca di fomentare è da vera e propria "caccia alle streghe" (o ai "Premi Strega", quale Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l'odio politico nei confronti di chi manifesta un minimo "spirito critico" nei confronti del pensiero pubblico prevalente.


L'aspetto più grave del boicotaggio "sui generis" adottato in Veneto, infine, è che non si tratta di una censura "ad actum" (di un testo in particolare, per i suoi contenuti) bensì "ad personam" (di una lista di scrittori), così finendo col censurare delle opere letterarie in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori!

Ma se la politica pretende di definire "il bene e il male", perché non chiedere la rimozione anche di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o il "Mein Kampf" di Adolf Hitler?

E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi persino sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!

Semplice: perché la cultura o è "libera" o "non è" cultura, bensì qualcos'altro (ad esempio, "propaganda"!).

Se prevalesse questa "logica censoria", allora, il rischio maggiore sarebbe di veder ampliare "a dismisura" l'elenco degli autori "messi all'indice": se oggi si "criminalizzano" quaranta intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli "sgraditi", degli “anti-italiani", dei "nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un'opinione politicamente "scorretta" o, comunque, "minoritaria"???


"Democrazia" non vuol mai dire "dittatura della maggioranza": esprimere un'opinione è sempre un "diritto", mai un "privilegio" concesso a chi si conforma al giudizio più comune!

Un Paese, infatti, può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più "scomode" o isolate: questo è il prezzo che "si deve" pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!


Ciò detto, perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere "liste nere" d'autori sgraditi, non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell'Istat)?

E perché gli amministratori locali, piuttosto che "svuotare" ancor di più le nostre biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i "246" libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come ci rivela una tabella della European House-Ambrosetti)?!



PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI, FACCIO RINVIO ALLA PAGINA:

http://gaspareserra.blogspot.com/2011/01/ultimi-censori-caccia-dautore.html



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Gaspare Serra


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