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5 maggio 2008

Sir Pick-Up


GIULIANOVA LIDO – La Tata, colosso automobilistico Indiano, neo proprietario di storici marchi come Land Rover e Jaguar, lancia sul nostro mercato, il suo nuovo Pick-Up, già visto in anteprima al Motorshow di Bologna nello scorso Dicembre. Lo Xenon, questo il nome del veicolo, è disponibile con un nuovo 2200 Dicor Turbodiesel Common Rail da 140 cv, in varianti di trazione 4x2 o 4x4, in varianti di carrozzeria a singola o doppia cabina. Il nuovo mezzo Tata per il lavoro e il tempo libero, è molto più moderno ed europeo nelle forme, del vecchio Pick-Up, che era stato uno dei primi mezzi della casa Indiana ad arrivare in Italia. Il frontale, massiccio, risulta aggraziato e piacevole grazie al design della mascherina e dei fari, mentre il posteriore, dove vi è l’ampio cassone, presenta dei fari dal taglio nuovo (su due livelli con il terzo stop incastonato nel portellone). Salendo a bordo (il veicolo è alto da terra, nota positiva per chi deve affrontare un fuoristrada duro e puro) troviamo un abitacolo lineare, confortevole e spazioso (sia nella configurazione a 2 posti secchi che in quella a 4 posti e 5 porte). Lineare è infatti la plancia, ridisegnata rispetto al precedente pick-up (nuovi comandi clima, autoradio in posizione rialzata, cambio con pomello color alluminio, ampio cassetto portaoggetti, quadro strumenti elegante con le bordature cromate del contachilometri e del contagiri). Ed ora il consueto momento test drive. Lo Xenon guidato è stato il 2200 Dicor 140 cv Doppia Cabina 4x4 da 21230 €. Il restyling che da poco meno di 2 anni a questa parte Tata ha riservato a tutti i modelli della sua gamma, ha portato alla nascita del nuovo pick-up, lo Xenon. Questo veicolo, sia usabile come mezzo da lavoro, che come fuoristrada o mezzo da tempo libero, presenta tutti i canoni del Tata Style: lineare come mezzo, confortevole e robusto, senza fronzoli né sciccoserie varie nell’abitacolo, con un motore elastico e sempre pronto ad ogni sollecitudine, e con prestazioni di tutto rispetto, rispetto sia alla mole del veicolo provato (2 tonnellate di peso per 5 metri e 12 cm di lunghezza), sia all’uso fuoristradistico, assicurato dalla trazione integrale con le ridotte. Infine i prezzi: si va dai 14572 € del 2200 Dicor 4x2 Cabina Singola ai 19480 € del 2200 Dicor 4x4 Cabina Doppia (Diesel).


Bruno Allevi

1 maggio 2008

Attico su quattro ruote


MOSCIANO SANT’ANGELO – Per tutti gli americani e da qualche anno, anche per molti europei, è sinonimo di monovolume. Lei, la Chrysler Voyager, si rinnova profondamente. Ora infatti, con la nuova generazione, rimane solo la versione Grand Voyager, mentre la versione “normale”, sarà sostituita a breve dal monovolume della Dodge, il Dodge Journey. La nuova serie della vettura americana è proposta solo in motorizzazione Turbodiesel Common Rail (2800 CRD da 163 cv) negli allestimenti Touring e Limited. Guardando attentamente la vettura e facendo dei paragoni con la serie precedente, nulla è più uguale rispetto a prima. Alla linea avvolgente e bombata della vecchia Voyager, si sostituisce una vettura più massiccia e spigolosa, più lunga della precedente (adesso la nuova serie misura 5.13 m ed è larga quasi 2 metri). Di nuova progettazione ovviamente sono sia il frontale (centrale la grande mascherina grigliata e incorniciata da due grandi e avvolgenti fari semitrapezoidali) che il posteriore (enorme come il resto della vettura è il portellone incorniciato da 2 bei fari verticali rettangolari). Accomodandosi a bordo, si capisce perché il nuovo Voyager ha come suffisso Grand: perché lo spazio a bordo è immenso, oserei dire persino esagerato. Infatti il passeggero ha a disposizione 7 poltrone comode, che grazie all’innovativo sistema Stow n’ Go (valido per la seconda e la terza fila di sedili), queste due file possono essere fatte scomparire nel pavimento assicurando una capacità di carico pressoché illimitata. In più nulla è lasciato al caso per la cura dei particolari e l’eleganza degli interni: sedili comodi e morbidi; avanzata tecnologia (sistema dvd con schermi a scomparsa nel tetto oppure navigatore cartografico con schermo a colori); consolle centrale classica ma nello stesso tempo all’avanguardia (navigatore, clima bizona e autoradio cd, sono i fiori all’occhiello che la parte centrale della plancia può offrire); cambio automatico a 6 marce vicino al volante in posizione rialzata: molto comodo e pratico da usare; quadro strumenti elegante e sportivo grazie al fondo bianco. E ora il test drive. Il Chrysler Grand Voyager guidato è stato il 2800 CRD 163 cv Limited da 46636 €. Dopo il Motorshow a Bologna, dove era la regina dello Stand Chrysler Group, la Grand Voyager finalmente è arrivata anche nelle concessionarie, dove si può far ammirare in tutta la sua imponenza ed eleganza. La nuova generazione è di rottura rispetto al passato (più lunga e più larga delle generazioni precedenti), con una forma più squadrata, un muso più importante. Su strada il comportamento del maxi monovolume è eccellente, grazie a tanti fattori cominciando dal confort eccelso che questa vettura garantisce, continuando con potenza e brillantezza del propulsore diesel che spinge senza fatica un auto dal peso non indifferente (quasi 2200 kg), e concludendo con l’immenso spazio a bordo, che ogni passeggero può sfruttare come meglio crede, facendo diventare il Grand Voyager una seconda casa su cui non solo viaggiare, ma anche vivere la giornata nelle pause dal lavoro. Infine i due prezzi: il 2800 CRD 163 cv Touring costa 39290 €, il 2800 CRD 163 cv Limited costa 45720 € (entrambi hanno di serie il Filtro Antiparticolato) (Diesel).


Bruno Allevi

28 aprile 2008

Ciao Piccolina !


GIULIANOVA - Dopo 10 anni di onorata carriera, l’Atos va in pensione sostituita dalla nuova utilitaria di casa Hyundai: la I10. La nuova piccolina coreana, è proposta con due motori 1100, un benzina da 66 cv e un diesel da 75 cv, negli allestimenti Base, Style, Active. La nuova entry level car di Hyundai, non abbandona l’impostazione stilistica dell’Atos (piccola ma spaziosa monovolume), ma ne modernizza il design e rende le linee più aggraziate al gusto europeo. Lineare il frontale con i nuovi fari e la bella mascherina cromata, bello il posteriore compatto con i fari a palpebra dal disegno particolare. Entrando a bordo della I10 ci si trova davanti a un abitacolo spazioso seppur l’auto sia lunga poco meno di 3,60 m, grazie appunto alla conformazione da monovolume ereditata dalla Atos. La cura dei dettagli è aumentata rispetto alla Atos, e a beneficiarne ne è stata sicuramente la plancia, totalmente ridisegnata. Moderna ne risulta quindi la consolle centrale con la radio in posizione rialzata rispetto alle manopole della climatizzazione, e il quadro strumenti semplice ma completo. Ed ora le sensazioni di guida. La I10 provata è stata la 1100 Style da 10336 €. Nel 1997 la Hyundai si fece in Italia con una vetturetta chiamata Atos, che aveva una linea da simpatica scatoletta. Quest’auto ebbe un successo incredibile nei 10 anni che seguirono. Oggi dopo 10 anni di successi, la casa coreana dall’H argentata, ha deciso di sostituirla con la I10, che partendo da alcuni dettami della Atos li ha ammodernati rendendo il prodotto ancora più europeo. Il comportamento stradale della I10 è quello di una utilitaria compatta da città, con qualche vezzo per viaggi fuori dai percorsi cittadini, grazie alla media potenza del 1100 da 66 cv e alla spinta che questo propulsore sa dare alla piccolina made in Corea. E coda di articolo ecco il listino prezzi. I benzina vanno da 8790 € della 1100 Base ai 10690 € della 1100 Active; per i diesel si va da 11290 € della 1100 CRDI Style ai 12190 € della 1100 CRDI Active.

Bruno Allevi

25 aprile 2008

Intelligenza Famigliare


GIULIANOVA LIDO – La gamma I30 si amplia con una proposta che segna un gradito ritorno nella gamma Hyundai. Infatti a essere commercializzata in questi giorni sul mercato italiano è la I30 Station Wagon. La vettura che riporta a listino la station nella casa coreana, è proposta con un 1600 benzina da 122 cv e un 1600 diesel common rail da 90 e 115 cv, negli allestimenti Base, Active, Dynamic. Esteriormente la nuova I30 SW, si differenzia dalla berlina solo per la diversa conformazione della parte posteriore, dove abbiamo una forma più rettangolare rispetto alla rotondità posteriore della berlina. Il resto del corpo vettura è interamente ripreso dalla berlina, già molto apprezzata sul mercato per la bellezza del design e la semplicità delle forme. Accomodandosi nell’abitacolo della nuova famigliare coreana, ci si presenta uno spazio maggiore rispetto alla berlina, grazie appunto alla linea più allungata e al bagagliaio più ampio. Per quanto riguarda invece la plancia, tutto è ripreso dalla I30: autoradio con lettore cd in posizione rialzata; comandi clima centrali, quadro strumenti sempre retroilluminato dall’elegante blu elettrico. Ed ora la prova su strada. La I30 SW guidata è stata la 1600 Benzina 122 cv Active da 16650 €. Con quest’auto la Hyundai segna il suo ritorno nel mercato delle famigliari, dopo l’esperienza della Lantra SW. La nuova I30 SW, mixa il design europeo della berlina (ormai sul mercato da circa 10 mesi), con la praticità e l’ampiezza di carico e modulabilità che le station sanno offrire, facendola sicuramente preferire a famiglie numerose o a persone che hanno bisogno di spazio. Su strada il veicolo si presenta facile da guidare e da manovrare (sterzo preciso con servosterzo), il motore è brillante, potente (ha 122 cv, non male per un 1600) e silenziosissimo (ai semafori può sembrare di avere l’auto spenta) garantendo consumi equilibrati e rispetto per l’ambiente (Euro 4). Infine i prezzi: per i Benzina si va dai 14890 € della 1600 Base ai 15990 € della 1600 Active; per i Diesel si va dai 15990 € della 1600 CRDI 90 cv Base ai 20290 € della 1600 CRDI 115 cv Dynamic.


Bruno Allevi

21 aprile 2008

1 Cabrio e via in spiaggia


ALBA ADRIATICA – Dopo il restyling della berlina e l’introduzione a fine 2007 della sportivissima coupè, in concomitanza con l’entrata della primavera, la Bmw scopre la Serie 1 presentando sul mercato italiano la 1 Cabrio. La nuova scoperta tedesca viene equipaggiata con 4 propulsori benzina (118 da 143 cv, 120 da da 170 cv, 125 da 218 cv, 135 da 306 cv) e un diesel (120d da 177 cv), negli allestimenti Eletta, Attiva, Futura, MSport. Gli ingegneri della casa bavarese nel concepire esteticamente questa nuova cabrio, hanno levato la capote rigida alla 1 coupè e hanno messo su un tetto in tela a comando elettrico, molto funzionale e bello da vedere. Sia anteriormente che posteriormente i dettami stilistici della Serie 1 e in particolare della 1 coupè, sono presenti (stessi fari anteriori e posteriori e stessa mascherina a doppio scudo in pieno Bmw Style). Entrando a bordo della 1 cabrio, si ritrovano tutti i dettagli stilistici che rendono questa vettura una degna BMW: sellerie in pelle morbida al tatto e confortevoli; plancia sportiva ma con elegante linearità (consolle centrale completa di tutto ciò che si può desiderare, quadro strumenti sempre ben leggibile); posto guida sportivo con pedaliera sportiva (presenta i 3 pedali ravvicinati); spazio a disposizione dei passeggeri posteriori e ampio bagagliaio. Ed ora il momento del test drive. La Bmw Serie 1 Cabrio guidata è stata la 120 Futura da 41590 €. Come già detto in apertura di pezzo, la Bmw cala il tris: dopo la 1 Restyling e la 1 Coupè, ecco arrivare la 1 Cabrio, pronta per aprirsi all’estate sulle più belle spiagge italiane. Rispetto alla 1 Coupè, la 1 Cabrio, presenta la stessa linea, ma ovviamente invece di un tetto rigido, ha un tetto in tela ad apertura elettrica, che in circa 22 secondi, fa risplendere il sole nell’abitacolo e fa sventolare i capelli ai passeggeri. Su strada, la versione provata equipaggiata con il 2000 benzina da 170 cv, è molto briosa e potente, scattante e veloce, ed è, difficile da trovare, molto silenziosa sia in configurazione capote abbassata che in configurazione capote alzata, senza quindi avvertire la fastidiosa presenza di vortici d’aria o di fruscii aerodinamici. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 31550 € della 118 Eletta ai 46450 € della 135 MSport; per i diesel si va dai 35200 € della 120d Eletta ai 37700 € della 120d Futura.


Bruno Allevi

15 aprile 2008

La prima berlina non si scorda mai


MOSCIANO SANT’ANGELO – L’ampliamento boom della gamma Dodge continua. Dopo aver provveduto ad affiancare la Viper con la Nitro, la Caliber, ora tocca alla Avenger ampliare la nutrita gamma della casa americana. Questa berlina muscolosa è equipaggiata solo con un 2000 Turbodiesel CRD da 140 cv, nell’allestimento SXT. Esteticamente la nuova Avenger rispecchia i dettami stilistici delle vetture di casa Dodge: linee tese, corpo vettura muscoloso e sportivo, in linea con lo stile sportivo e cattivo del marchio americano. Affascinante il frontale con la caratteristica mascherina Dodge cromata e i fari rettangolari molto ampi. Sportivo e slanciato è il posteriore con una coda classica da berlina impreziosita dai fari dal design moderno e da un muscoloso paraurti, presente anche nell’anteriore. Salendo a bordo dell’Avenger si sale su una berlina di gran classe. Ampio spazio a bordo, lusso dei particolari (maniglie di aperture interne delle portiere cromate, cerchi cromati del quadro strumenti) e dei materiali interni (plastiche morbide al tatto e sellerie in raffinate pelli), plancia e consolle sportiva e completa di ogni ritrovato tecnologico, quadro strumenti sportivo e completo di computer di bordo digitale. Ed ora il momento del test drive della vettura made in USA. La Avenger guidata è stata la 2000 CRD SXT da 26936 €. La prima berlina europea della Dodge, si presenta come una vettura molto USA nelle linee muscolose, ma adatta al pubblico europeo per l’eleganza e la sinuosità delle forme, e soprattutto per il propulsore europeo che monta. Infatti l’Avenger è equipaggiata con il 2000 TDI da 140 cv di origine Volkswagen che la rende assai brillante su strada, molto silenziosa e scattante. L’auto è poi molto confortevole e facile da guidare sia nei percorsi autostradali che in quelli misti che in città, denotando l’uso molteplice che se ne può fare. Infine l’unico prezzo, molto competitivo: l’unica versione presente, la 2000 TDI 140 cv SXT si porta via con appena 26260 €.

Bruno Allevi

7 aprile 2008

Si viaggiare

GIULIANOVA LIDO – Il 2008 sarà per Hyundai, nota casa automobilistica coreana, un anno pieno di novità e rinnovamenti per la gamma prodotti sul mercato italiano. La prima novità ad arrivare nelle concessionarie è la nuova monovolume, pronta a sostituire la Trajet. Quest’auto è l’H1 Wagon, disponibile solo con un Diesel 2500 CRDI da 170 cv, nell’allestimento Active. Esternamente il nuovo H1, che è disponibile anche come veicolo commerciale a 3 o a 6 posti, si discosta in tutto e per tutto dalla Trajet, di cui prende il posto. Infatti presenta un corpo vettura molto imponente, massiccio e importante. In più ha dimensioni non proprio da monovolume, bensi da “autobus” (5,15 m di lunghezza e 1,92 m di larghezza), che lo rendono uno fra i più spaziosi monovolumi presenti sul mercato. L’anteriore rispecchia la muscolosità del mezzo con una pronunciata mascherina e soprattutto con due fari enormi, che fanno da elegante cornice alla mascherina stessa, mentre nel posteriore la parte del leone la fa il portellone (anch’esso enorme come tutta la vettura). Salendo a bordo della nuova creazione made in Corea, si rimane allibiti per quanto spazio vi sia a disposizione dei passeggeri (8 posti su 8 poltrone, con abbondante spazio a disposizione, si vede raramente su una monovolume). La cura dei dettagli nell’abitacolo è in linea con le direttive Hyundai: linearità e un tocco di eleganza. Lineare è infatti la plancia e la consolle, dove trova alloggiamento anche il cambio, mentre, come sempre nelle vetture della casa dell’H argentata, il quadro strumenti è elegantemente retroilluminato e ben leggibile in ogni momento. Ed ora il momento delle sensazioni di guida. L’H1 Wagon guidato è stato il 2500 CRDI Active 170 cv da 26880 €. La nuova vettura per famiglie della casa coreana si pone ai vertici della categoria sia per quanto riguarda il motore (2500 CRDI da 170 cv) sia per le dimensioni (oltre 5 metri) e anche per lo spazio a bordo (immenso anche per 8 persone). Su strada l’H1, che ricordiamo è disponibile anche in configurazione veicolo commerciale, si comporta egregiamente, garantendo confort e facilità di guida (seppur abbia dimensioni importanti). Il motore è molto brillante e potente, e assicura al veicolo coreano molta spinta, non essendo sottodimensionato rispetto all’imponente mole del veicolo (2200 kg di massa a vuoto). Infine l’unico prezzo: 25990 € del 2500 CRDI 170 cv Active (diesel).


Bruno Allevi

1 aprile 2008

Aria nuova in città

ASCOLI PICENO – La Opel prosegue nel suo rinnovamento della gamma, presentando in questi giorni sul mercato italiano, la nuova Agila. La piccolina della casa tedesca viene spinta da 2 propulsori benzina (1000 da 65 cv, 1200 da 86 cv) e da un motore diesel 1300 CDTI da 75 cv, negli allestimenti Base ed Enjoy. Esternamente la nuova Agila spartisce con la serie precedente solo il nome. Tutto il resto è infatti cambiato. Adesso presenta un corpo vettura al passo con i tempi, una linea più sinuosa e giovanile di prima, oserei dire sexy. Molto carino il nuovo frontale con gli ampi fari e particolare è il posteriore leggermente convesso con i fari verticali che seguono la convessità del portellone. Accomodandosi dentro la nuova utilitaria Opel, si trova uno spazio maggiore rispetto a prima, ma soprattutto una cura dei dettagli e una maggiore qualità dei materiali, che prima non vi erano. Nuovo il disegno della plancia, con una consolle centrale completa pressoché di tutto (c’è anche il cambio in posizione finale in consolle) e un quadro strumenti che vede il contagiri separato dal tachimetro e dalle spie (il quadro principale è dietro il volante mentre il contagiri è leggermente spostato in alto a destra). Ed ora il momento del test drive. L’Opel Agila provata è stata la 1000 Enjoy da 12506 €. La nuova generazione dell’Agila si presenta in questi giorni sul nostro mercato, forte di uno straordinario successo di vendite della precedente serie. Rispetto alla generazione che l’ha preceduta non ha nulla a cui spartire se non il nome. Nuove linee meno spigolose, più convessità e sinuosità delle forme, miste a una accentuata cura dell’abitacolo interno, sono le doti che la nuova tedesca presenta. L’auto su strada si presenta molto maneggevole, facile da guidare, innesti precisi al cambio, praticità e facilità per le manovre e i parcheggi, buona visibilità sia anteriore che posteriore. Il comportamento del 1000 3 cilindri da 65 cv, stesso motore della precedente serie, è buono. Infatti la rumorosità iniziale tipica dei motori a 3 cilindri, viene ben presto assopita, e questo propulsore garantisce alla vettura made in Opel, una brillantezza che in una utilitaria non guasta mai, e soprattutto consumi minimi ed rispetto per la natura (è EURO 4). Infine i prezzi. Per i benzina si va dai 10200 € della 1000 Base ai 13400 € della 1200 Enjoy Automatica. Per i diesel unico prezzo: 14450 € della 1300 CDTI Enjoy.



Bruno Allevi

27 marzo 2008

Neverending Space

COLLI DEL TRONTO – Una fra le prime MPV uscite sul mercato, si rinnova in maniera netta e profonda. Questa vettura è la Renault Kangoo. La spaziosa francesina si presenta sul mercato italiano con 2 motorizzazioni (un benzina 1600 da 106 cv e un diesel 1500 DCI da 68, 86, 103 e 106 cv), negli allestimenti Base e Dynamique. Rispetto alla vettura lanciata sul mercato italiano nel lontano 1997, la nuova Kangoo ricorda il modello che sostituisce ma con tante succulente novità. Infatti è più lunga di 17 cm rispetto alla generazione precede, e presenta un design delle linee e delle forme tutto nuovo rispetto a prima. Molto grazioso e fumettistico il frontale bombato con i grandi fari a goccia, squadrato e di congiungimento al passato il portellone posteriore con gli ormai storici fari verticali rettangolari a fare da cornice. Salendo a bordo l’impostazione di veicolo molto spazioso si è modificata grazie a quei 17 cm di cui la nuova Kangoo beneficia. Adesso la francesina per famiglie ha uno spazio ancora maggiore rispetto a prima, un abitacolo ancor più luminoso grazie alle vetrature maggiorate, e una modulabiltà interna da record. Moderna la plancia con l’elegante consolle centrale che adesso ospita anche il cambio, ben leggibile il quadro strumenti a 3 cerchi intersecanti, particolare la leva del freno a mano a forma di cloche. Ed ora il test drive. La Renault Kangoo guidata è stata la 1500 DCI 106 cv Dynamique da 20953 €. Dopo la presentazione a metà anni ’90 e un restyling a cavallo di millennio, la Kangoo si presenta sul mercato con un look più giovane e accattivante della precedente serie, rinnovandosi dove serviva, lasciando inalterata l’impostazione di auto per famiglia che da sempre l’ha contraddistinta. Su strada la versione provata, equipaggiata con il top di gamma per la motorizzazione a gasolio (1500 DCI da 105 cv), è l’auto giusta per la famiglia: brillante, potente, per nulla sottopotenziata, capace di caricare ogni cosa, e dai consumi contenuti (19 km con un litro di gasolio). Se poi è stata scelta come nuova auto da parte della famiglia più famosa d’America (i Simpson), si capisce come la nuova Kangoo sia destinata a bissare il successo della precedente generazione. Infine il listino. Per i benzina unico prezzo: 16900 € della 1600 Dynamique; per i diesel invece si parte dai 16200 € della 1500 DCI Base 68 cv a 18950 € della 1500 DCI Dynamique 103 cv.



Bruno Allevi

24 marzo 2008

Un tuffo nell'oceano

ASCOLI PICENO – Il progetto Opel – Suzuki di costruire una piccola utilitaria in comune va avanti. Infatti, dopo le prime generazioni di Agila e Wagon R, ecco che nascono la nuova Agila e la Suzuki Splash. In questo articolo sarà analizzata la piccola Suzukina. L’utilitaria giapponese è equipaggiata con 2 benzina (1000 da 65 cv, 1200 da 86 cv) e un turbodiesel 1300 da 75 cv, negli allestimenti L, GLS, GLS Safety Pack. Esteticamente rispetto alla “cubica” Wagon R, di cui prende il posto, la Splash è tutt’altra autovettura. Linee sinuose e giovanili, pochi spigoli mantenendo dimensioni compatte e spazio da monovolume. Molto personale il frontale con i grandi fari dal design molto particolare, e assai dinamico è il posteriore con la coda leggermente convessa e i grandi fari verticali che seguono la convessità del portellone. Salendo a bordo della nuova Splash, molte cose non sono più come prima. Infatti la semplicità e la spartanità degli interni della Wagon R, qui diventano eleganza, completezza e gusto dei dettagli. Raffinata e moderna la consolle centrale, che vede anche l’inserimento in posizione molto comoda, del cambio. Curioso il contagiri in sommità di plancia separato dal resto del quadro strumenti (funzionale e ben leggibile). Ed ora il test drive. La Splash guidata è stata la 1300 DDIS 75 cv GLS da 13700 €. La Suzuki, torna a ripresentarsi nel settore delle utilitarie, dopo i non felicissimi risultati ottenuti con la Alto e la Wagon R. E per rientrare alla grande in questo settore sempre ben nutrito, dà vita alla Splash, una piccola monovolume dalle linee moderne, che di sicuro attirerà i giovani e le signore, grazie a un mix fra piacevolezza delle forme e praticità d’uso. Il comportamento stradale della gemella giapponese nella nuova Opel Agila (presentata anch’essa in questi giorni), è ottimo grazie all’adozione del piccolo ma brillante 1300 diesel Multijet di origine Fiat da 75 cv, che garantisce (e chi possiede un auto del gruppo Fiat o Opel su cui è montato questo piccolo propulsore lo sa) bassi consumi, brillantezza e poca rumorosità. Infine i prezzi. Per le versioni benzina si va dai 9800 € della 1000 L ai 12500 € della 1200 GLS Safety Pack; per le versioni diesel si parte dai 13200 € della 1300 DDIS GLS ai 14500 € della 1300 DDIS GLS Safety Pack con Filtro Antiparticolato.

Bruno Allevi

17 marzo 2008

Io sono Ammiraglia


TERAMO – Nel settore delle ammiraglie extralusso, poche sono le auto che hanno fatto storia. E l’auto di cui parlerò in quest’articolo, è la storia dell’ammiraglia: la Bmw Serie 7. La berlinona tedesca è spinta da 4 motori a benzina (3000 da 258 cv, 4000 da 306 cv, 5000 da 367 cv e 6000 da 445 cv) e da 2 diesel (3000 da 231 cv e 4500 da 329 cv), negli allestimenti Eletta, Attiva, Futura, Eccelsa. Nell’ammirare estasiati il profilo e l’estetica della mega Bmw, non si può rimanere a bocca aperta davanti a tanta maestosità, bellezza, ed imponenza. L’insieme delle linee che denotano il corpo vettura danno slancio e anche un piglio sportivo a un auto, che in casa Bmw è sinonimo di ammiraglia da molti decenni. Importante l’anteriore con gli ampi fari che incorniciano degnamente la mascherina doppio scudata, che designa ogni Bmw. Slanciata e sportiva la coda con gli ampi fari dal design sportivo ed elegante allo stesso tempo. Entrando a bordo della Serie 7, non è possibile non rimanere letteralmente disorientati e un po’ spaesati davanti a un abitacolo, che a lusso, eleganza e tecnologia non ha pari in altre autovetture al mondo. I sedili, morbidissimi sono costruiti con pelli raffinate e pregiate, cosiccome sono pregiati i materiali usati per il rivestimento delle portiere, del cielo e gli inserti sulla plancia (radica a gogò). Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, sono molte le cose da dire e da descrivere. Si può partire dal sistema IDrive che controlla molte delle applicazioni tecnologiche della vettura per poi proseguire al sistema di regolazione elettrica dei sedili (è situato sul lato del bracciolo centrale e non come solito a sinistra del sedile), e concludendo con la lineare eleganza della plancia dove sono presenti tutti i più moderni ritrovati che la tecnologia automobilistica può offrire (dal cambio automatico con comandi al volante all’accensione elettronica mediante il pulsante start-stop, per proseguire con il clima automatico anteriore e posteriore e finire con il navigatore satellitare con lo schermo a colori). E ora le sensazioni di guida. La Serie 7 guidata è stata la 730d Futura da 83900 €. L’auto oggetto dell’articolo, è una delle più longeve ammiraglie delle storia dell’automobilismo moderno, ed ha saputo aggiornarsi costantemente per rimanere al passo con i tempi e restare una delle regine incontrastate del segmento. Questo aggiornamento ha portato ad avere, nell’ultima Serie 7, un concentrato tecnologico e una ricerca dell’eleganza e del lusso mai raggiunte prima. Cosa si può dire del suo comportamento su strada? Semplicemente da sogno. E’ un salotto viaggiante assolutamente insonorizzato e con una maneggevolezza di guida oserei dire disarmante (ha la facilità di guida di una utilitaria sebbene sia lunga oltre 5 metri). Il 3000 diesel che equipaggia l’ammiraglia tedesca da me provata, è molto brillante e spinge senza fatica questa vettura, senza essere per nulla sottopotenziato rispetto alla mastodontica massa del veicolo (2 tonnellate), facendo anche risparmiare sui costi di gestione. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 75100 € della 730 Eletta ai 133700 € della 760 Eccelsa Limousine; per i diesel si va dai 70400 € della 730d Eletta ai 110700 € della 745d Eccelsa.



Bruno Allevi

13 marzo 2008

Tu chiamale se vuoi.....emozioni

TERAMO - In attesa della bella stagione, anche il mondo delle auto si apre come i fiori in primavera. E fra le prime ad aprirsi ai primi caldi e ai timidi soli primaverili è la Bmw Z4. La spider bavarese (disponibile anche nella variante di carrozzeria coupè), è equipaggiata con 4 motorizzazioni benzina (2000 da 150 cv, 2500 da 177 e 218 cv, 3000 da 265 cv e 3200 da 343 cv). Guardando la Z4 non si può non rimanere colpiti dalla particolarità della linea, che la discosta dalle altre spider presenti sul mercato italiano. La Z4 presenta un cofano allungato contrapposto a una coda piccola e tronca, linee e nervature tese lungo i fianchi dell’auto (particolari gli indicatori di direzione incastonati nei loghi BMW), un assetto sportivo che fa da subito denotare la dote di sportiva mangiasfalto che la spider bavarese incarna. Salendo a bordo, ci si ritrova in un abitacolo studiato esclusivamente per accogliere 2 persone, in linea con il Dna delle spider sportive. Nullo è lo spazio dietro ai sedili sportivi dal design accattivante (come su ogni sportiva di razza sono anatomici e performanti), sportivissima e elegante (con gli inserti in alluminio) la consolle centrale, che in linea con il BMW Style è molto lineare e senza troppi orpelli inutili. Il posto guida della Z4, poi, rispecchia in pieno le doti sportive della bavarese tutto pepe: basso, guida quasi distesa, volante sportivo a 3 razze, leva del cambio corta, pedaliera ravvicinata. Ed ora il test drive. La Z4 provata è stata la 2000 150 cv da 35150 €. La Z4 degna figlia della Z3 e anche della mai dimenticata Z1 di inizio anni ’90, è una spider molto particolare nella linea e anche ricercata da chi voglia possedere un auto importante, bella da vedere, e soprattutto divertente da guidare. Infatti su strada la Z4, non risulta essere una di quelle sportive difficili da guidare, senza confort alcuno, ma anzi, ha un confort egregio e si lascia guidare in maniera tranquilla (se non si pigia a fondo sull’acceleratore). Se poi pensiamo che è utilizzabile tutto l’anno grazie alla capote in tela robusta e bella da guardare, si capisce come possa essere sfruttata in ogni momento, con ogni clima, dando sempre lo stesso risultato: emozioni al volante in tutta sicurezza. Infine i prezzi con i distinguo fra Spider e Coupè. Per la Coupè 2 sono i prezzi: 42500 € della 3000 da 265 cv e 60800 € della 3200 da 343 cv (Benzina). Per la Spider si va invece dai 32800 della 2000 da 150 cv ai 62350 € della 3200 da 343 cv (Benzina).


Bruno Allevi

10 marzo 2008

La Prima Volta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ma dai, ma davvero! Ecco cosa si può dire nel vedere l’ultima nata in casa Renault: la Clio Sportour, ovvero la versione station wagon della piccola francesina. La famigliare transalpina è equipaggiata con 2 motori a benzina (1200 da 75, 78 e 100 cv e un 1600 da 111 cv) e un propulsore gasolio 1500 DCI da 68, 86, 103 e 106 cv, negli allestimenti Base e Dynamique. Esteticamente si parla di una novità assoluta per la piccola francese. Per creare la Sportour gli ingegneri Renault hanno allungato la Clio di 21 cm (399 cm la Berlina, 420 cm la station) creando un auto dalle linee moderne e slanciate. Le maggiori differenziazioni rispetto alla vettura lanciata ormai 3 anni fa, sono ovviamente nella coda, allungata che presenta un design dei fari e del portellone differente rispetto alla berlina. Mentre nell’anteriore non vi sono modifiche (stesso disegno di fari e mascherina della Clio berlina). Salendo a bordo troviamo ovviamente uno spazio aumentato rispetto alla versione da cui deriva. Spazio che non è relegato solo al bagagliaio ma anche a bordo. Per quanto riguarda poi il design interno e la cura dei dettagli troviamo il marchio distintivo Renault di plance lineari ed eleganti, con consolle centrali complete e quadri strumenti dalla buona lettura e ben retroilluminati. Ed ora le sensazioni di guida. La Clio Sportour provata è stata la 1500 DCI 85 cv Dynamique da 19881 €. E’ stata la regina del Motorshow di Bologna dello scorso Dicembre, dove ha destato molte curiosità, per essere una novità assoluta rispetto al modello da cui deriva. E la Clio Station Wagon, non ha deluso le attese, presentandosi con una linea moderna e sportiva, distaccandosi di poco dalla berlina, aumentandone lo spazio a bordo. Su strada l’auto è facile da guidare, silenziosa e grintosa grazie alle prestazioni dell’ottimo 1500 DCI da 85 cv, parsimonioso e brioso, che risulta essere il giusto motore per quest’auto, a causa di un carico maggiore da sopportare e di un peso maggiore rispetto la berlina. Infine i prezzi: si va dai 13000 € della 1200 Base 75 cv ai 17900 € della 1600 Dynamique Proactive (Cambio Automatico) (Benzina); si va dai 14500 € della 1500 DCI Base 68 cv ai 19700 € della 1500 DCI Dynamique 103 cv (Diesel).

Bruno Allevi

3 marzo 2008

LA PEPERINA VENUTA DA MOLTO LONTANO

ALBA ADRIATICA – L’auto che ha fatto conoscere e apprezzare Kia in Italia, si rifà il trucco. La Picanto, la giovane e frizzante utilitaria coreana, è stata infatti fatta oggetto di un lieve maquillage. La piccola coreana è equipaggiata con 2 benzina (1000 da 62 cv, 1100 da 65 cv), 2 Bifuel Benzina + GPL (1000 da 62 cv, 1100 da 65 cv) e 1 diesel 1100 CRDI da 75 cv, negli allestimenti Town, Life, Trendy, Hot. Per quanto riguarda l’esterno, il maquillage ha riguardato soltanto il design dei fari (quelli anteriori ora sono tondeggianti, prima erano rettangolari; quelli posteriori sono a sporgenza), mentre il resto del corpo vettura, compatto e grazioso, è rimasto immutato, sottolineando il successo del design di questa utilitaria. Entrando a bordo, ci si trova dinanzi a una vettura spaziosa, nonostante le dimensioni molto compatte, con una consolle lineare ed elegante, e un quadro strumenti completo di tutto, e una qualità dei materiali usati molto buona. Ed ora il test drive. La Picanto guidata è stata la 1000 Town da 10040 €. La Picanto, l’auto che ha fatto conoscere e ha dato grande successo alla Kia in Italia, si ringiovanisce, diventando ancor più sbarazzina e giovanile di prima, grazie a un muso divertente (belli i fari tondeggianti, quasi da cartone animato), e a ritocchi estetici mirati. Su strada, una delle auto preferite dai neopatentati e dalle signore come utilitaria da città, si mostra grintosa e brillante, grazie a un 1000 benzina da 62 cv, che, come anche il 1100 da 65 cv, è disponibile anche nella doppia alimentazione Bifuel (Benzina + GPL). Questa novità, entrata in commercio con il restyling, è molto importante, perché rende ancor più appetibile la Picanto, dando anche una mano all’ecologia e una al portafoglio (costi di carburante dimezzati rispetto alla benzina). Infine i prezzi: si va dai 9500 € della 1000 Town ai 12550 € della 1100 Hot (Benzina); si va dai 12350 € della 1000 Life ai 13350 € della 1100 Trendy (Bifuel); si va dagli 11750 € della 1100 CRDI Life ai 12950 € della 1100 CRDI Trendy (Diesel).


Bruno Allevi

27 febbraio 2008

DISEGNATA DAL VENTO

GIULIANOVA LIDO – La Opel, nota casa tedesca, si lancia nel mercato delle sportive, con un prodotto molto particolare e affascinate. Quest’auto, che richiama la tradizione sportiva Opel degli anni ’60, è la GT. La GT monta un solo motore a benzina (2000 Turbo da 264 cv) in allestimento unico. Esteticamente gli ingegneri GM (la GT deriva dalla Pontiac Solstice), si presenta come una spider 2 posti secchi dalla linea molto particolare. Infatti il corpo vettura è da sportiva purosangue: linee filanti miste a nervature muscolose e tese, minima l’altezza da terra. Di grande impatto sono sia l’anteriore, con un frontale “cattivo” (fari a palpebra che guardano aggressivi la strada) che il posteriore, slanciato e “nervoso” (belli i fari alti, sportivissimi il doppio cupolino frangivento e il doppio terminale di scarico rettangolare). Salendo a bordo, la grinta e la sportività espresse nell’estetica esteriore, sono qui confermate e amplificate, con un tocco di eleganza. Le doti sportive dell’abitacolo risiedono sicuramente in una configurazione dei sedili di impronta corsaiola: sportivi, performanti, anatomici; in una posizione di guida quasi distesa (l’altezza interna dell’auto in configurazione capote chiusa è minima); lo spazio a bordo è pressoché inesistente (2 posti secchi, nemmeno un po’ di spazio dietro ai sedili per appoggiarci qualcosa di poco ingombrante); la leva del cambio piccola; il quadro strumenti a fondo bianco dal design aggressivo (2 tunnel, uno per il tachimetro e uno per il contagiri). Per l’eleganza le note liete risiedono nella cura dei materiali usati per i sedili sportivi (pelle morbida al tatto) e nella completa consolle centrale di un bel colore nero lucido. Ed ora il momento del test drive. La GT provata è stata la 2000 Turbo da 33358 €. Per Opel quest’auto segna il ritorno nel mercato delle spider sportive (Bmw Z4 su tutte), con un prodotto, molto particolare e affascinante, che sicuramente conquisterà i gusti degli automobilisti europei. L’auto su strada si comporta da sportiva purosangue, garantendo prestazioni al top (il 2000 Turbo da 264 cv fa sentire la sua voce in maniera equilibrata), e soprattutto facendo divertire chi si mette al volante di questa vettura. Infine il listino prezzi: l’unica versione disponibile, la 2000 Turbo da 264 cv costa 31400 € (benzina).


Bruno Allevi

21 febbraio 2008

MODUS VIVENDI

COLLI DEL TRONTO – La Renault Modus, la piccola monovolume di successo della casa francese, si rinnova profondamente. La vettura transalpina è adesso equipaggiata con un 2 benzina (1200 da 75, 79 e 100 cv e un 1600 da 112 cv) e un diesel 1500 DCI da 68, 86, 103 e 105 cv, negli allestimenti Base e Dynamique, nelle varianti di carrozzeria Modus e Gran Modus (novità assoluta). Esteticamente la Modus ha subito un maquillage rinfrescante nei punti nevralgici: l’anteriore e il posteriore. Nuovi sono il design del muso e dei fari anteriori e altrettanto inediti sono i fari posteriori. In più con la nuova Modus fa la sua comparsa la Gran Modus, ovvero una Modus con circa 16 cm in più dalla Modus Classica, che permettono di avere un auto ancor più comoda e sfruttabile. Internamente nulla è rimasto immutato. Buona la cura dei dettagli, estremamente chiaro il quadro strumenti digitale centrale, facile da usare la lineare consolle centrale, ben sfruttabile lo spazio a bordo che diventa ancora maggiore se si sceglie la Gran Modus. E ora il test drive. La Modus guidata è stata la Gran Modus 1200 TCE 100 cv da 17121 €. La vettura testata è la vera novità del restyling Modus. Infatti la Gran Modus, beneficiando del restyling stilistico della Modus, è lunga di ben 16 cm rispetto alla Modus. Questo allungamento del corpo vettura, rende la già spaziosa monovolume francese, ancora più spaziosa e sfruttabile. Il comfort e la qualità dei dettagli e buono. Il motore (il 1200 TCE Turbo da 100 cv) è molto brillante, potente, elastico ed anche parco nei consumi. Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra Modus e Gran Modus. Per la Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 16900 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI Base 68 cv ai 18850 € della 1500 DCI Dynamique 106 cv. Per la Gran Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 17500 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI 68 cv Base ai 19450 € della 1500 DCI 103 cv Dynamique.



Bruno Allevi

18 febbraio 2008

MOLTO FAMIGLIARE QUESTA STATION

GIULIANOVA LIDO – Nell’attesa di vedere in commercio la nuova Superb, in casa Skoda viene presentata la nuova versione station della piccola Fabia. La nuova famigliare ceca è equipaggiata con 3 propulsori a benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv, 1600 da 105 cv), 2 propulsori Bi-Fuel GPL+Benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv), 2 motori diesel (1400 TDI da 70 e 80 cv, 1900 TDI da 105 cv), negli allestimenti Base, Style, Sport, Comfort. Esternamente, la nuova Fabia SW presenta una linea molto più aggraziata, europea ed affascinante della station che va a sostituire. Infatti il corpo vettura è molto più affusolato e filante di prima, con molti spigoli in meno rispetto alla precedente serie. L’anteriore è identico a quello della Fabia berlina e della Roomster, mentre la coda posteriore è slanciata con i bei fari ovoidali, dal design moderno. Accomodandosi a bordo, si nota uno spazio maggiorato rispetto alla versione berlina, grazie appunto alla coda e al bagagliaio. Per quanto riguarda le finiture e la qualità dei componenti, esse sono molto buone, in linea con i passi in avanti fatti dalla casa ceca in fatto di qualità negli ultimi tempi. Elegante e lineare la consolle in Volkswagen style (la Skoda fa parte del gruppo Volkswagen), facile da leggere e completo di tutto il quadro strumenti. Ed ora il test drive. La Skoda Fabia SW guidata è stata la 1400 TDI 70 cv Style da 15295 €. La nuova Fabia SW arriva a circa 10 mesi dalla berlina (Maggio la presentazione della berlina, Febbraio la SW), aggiungendo alla praticità della berlina la spaziosità e la molteplicità d’uso delle station wagon. Su strada l’auto denota una guidabilità e un confort molto buoni, una brillantezza e una potenza di tutto rispetto (il 1400 TDI da 70 cv, il motore base a gasolio, non è per nulla sottodimensionato ed è un ottimo compromesso per chi non ha bisogno di auto dalle potenze elevate). Infine i prezzi: per i benzina si va dai 10610 € della 1200 Base da 60 cv ai 16740 € della 1600 Comfort Automatica; per i BiFuel (Benzina+GPL) si va dai 12260 € della 1200 Base da 60 cv ai 16790 € della 1400 Comfort; per i Diesel si va dai 13210 € della 1400 TDI 70 cv Base ai 18520 € della 1900 TDI 105 cv Comfort con Filtro Antiparticolato.



Bruno Allevi

5 febbraio 2008

LA MOLISANA DAGLI OCCHI A MANDORLA

COLONNELLA – Sul mercato automobilistico italiano fa capolino un nuovo prodotto, dalla storia singolare. Quest’auto è la DR5, SUV che nasce dalla collaborazione della Casa Automobilistica Cinese Chery e DR Motor, azienda automobilistica molisana (la sede è a Macchia D’Isernia). Questa vettura è equipaggiata con un 1600 benzina da 110 cv e un 1900 diesel da 120 cv (diesel Multijet di origine Fiat). Esteticamente l’auto presenta una linea fluente, compatta e sportiva allo stesso tempo, e ricorda nelle forme la Toyota RAV4 precedente versione. Bello il frontale con la grande mascherina incorniciata dagli ampi fari; classico il posteriore con l’ampio portaruota sul portellone, lineari i fari verticali. Salendo a bordo, si capisce come il progetto DR sia un progetto di successo. Ampio spazio a disposizione, sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori; sellerie in pelle di serie; un abitacolo molto luminoso grazie al tetto panoramico in vetro; una plancia elegante grazie alla tonalità bicolore impreziosita dagli inserti alluminio; una consolle centrale funzionale e completa (radio con cd, clima e pulsanti vari); il quadro strumenti molto raffinato grazie al fondo alluminio e alla retroilluminazione blu. E ora il test drive: la DR5 guidata è stata la 1600 da 110 cv da 17051 €. Particolarità dell’auto non è tanto la sua provenienza dalla Cina, ma il fatto che venga assemblata da una neonata casa italiana, la DR Motor di Isernia, che importa anche il marchio Katay, e soprattutto particolare è la rete distributiva. Infatti l’auto non viene venduta da una convenzionale rete vendita di concessionarie (per ora ancora no, da giugno 2008 sarà organizzata), ma esclusivamente presso i 25 Centri commerciali della rete Iper distribuiti sul territorio nazionale (a supporto di questo canale distributivo anticonvenzionale è già presente una rete di officine autorizzate). Su strada questo SUV, molto simile nelle forme alla vecchia Toyota RAV4, si comporta in maniera più che soddisfacente, grazie a una qualità costruttiva elevata, e a prestazioni ottime date dal 1600 benzina, che spinge, con elasticità e silenziosità (a breve saranno disponibili sul 1600 anche le alimentazioni BiFuel e Metano). Infine i prezzi: il 1600 benzina costa 17051 €, il 1900 Diesel costa 22051 €.



Bruno Allevi

31 gennaio 2008

CHE CLASSE QUESTA STATION

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la berlina e in attesa della Sportcoupè, la gamma Classe C si arricchisce delle versione SW. La famigliare tedesca è equipaggiata con 5 benzina (C180 da 156 cv, C200 da 184 cv, C230 da 204 cv, C280 da 231 cv, C350 da 272 cv, C63 da 457 cv) e 3 diesel (C200 CDI da 136 cv, C220 CDI da 170 cv, C320 CDI da 224 cv), negli allestimenti Classic, Elegance, Avantgarde, AMG, AMG Performance. Rispetto alla berlina, la versione station si differenzia dal montante posteriore in poi, dove al posto della coda vi è il portellone classico da station wagon. Il resto del corpo vettura è pressoché identico a quello della berlina, rendendo la nuova C SW molto più sportiva e dinamica rispetto alla versione precedente (uguali sia l’anteriore che il design dei fari posteriori). Entrando dentro si trova ovviamente una disponibilità di spazio maggiore che sulla berlina, grazie appunto al bagagliaio ben studiato per poter essere assai ben sfruttabile. Elegante e sportiva è la plancia, con una consolle tecnologicamente all’avanguardia (il sistema Command con il navigatore con schermo a scomparsa, la radio CD e il clima automatico) il quadro strumenti di facile lettura è molto elegante e quasi interamente digitalizzato, le sellerie e i materiali usati sono eccellenti. Ed ora il test drive. La C SW guidata è stata la 220 CDI Avantgarde da 44000 €. La versione famigliare della berlina media di casa Mercedes, è il giusto compromesso per chi voglia avere un auto sportiva ma che non faccia rinunciare al confort e cosa fondamentale, a una superficie di carico che solo una SW può dare. Su strada l’auto ha un comportamento molto buono, grazie alla qualità dei materiali usati nella costruzione, a una cura del confort e della insonorizzazione e a doti di grinta e sportività assicurate dal diesel da 170 cv, per nulla assetato di carburante (6 litri di gasolio ogni 100 km nel ciclo combinato, 16 km con un litro). Infine i prezzi. Per i benzina si va dai 33920 € della C180 Classic a 80742 € della C63 AMG Performance; per i diesel si va dai 35370 € della C200 CDI Classic ai 53320 € della C320 CDI Avantgarde con trazione integrale 4Matic.



Bruno Allevi

28 gennaio 2008

TOUR DE FRANCE

COLLI DEL TRONTO – Il rinnovamento della gamma Laguna si può dire pressoché completato, grazie al lancio sul mercato della versione station, la Sportour. La nuova famigliare francese è equipaggiata con un 2000 benzina da 140 cv e 2 diesel (1500 DCI da 110 cv, 2000 DCI da 150 cv), negli allestimenti Laguna, Dynamique, Initiale. Rispetto alla berlina la station è più lunga di circa 10 cm (4,80 m la station contro 4,69 m della berlina), differenziandosi nel posteriore con i dettagli propri di una station (barre portapacchi, coda slanciata e non dritta come sulla berlina, diverso disegno dei fari). Mentre anteriormente sono presenti gli stessi dettagli (gruppi ottici e mascherina) della Laguna Berlina. Entrando dentro, gli interni e la plancia sono costruiti allo stesso modo che sulla berlina (tecnologicamente avanzata la plancia, elegante e chiaro il quadro strumenti), mentre lo spazio è ovviamente più abbondante grazie ai 10 cm in più e a un bagagliaio più grande rispetto a quello della versione berlina. Ed ora il test drive. La Laguna Sportour testata è stata la Laguna 1500 DCI 110 cv da 25331 €. La versione station della bella berlina francese, unisce la sportività della nuova Laguna alla praticità che può avere una station. Su strada la famigliare transalpina è facile da guidare, ha carattere e grinta da vendere. Inoltre si viaggia circondati dal silenzio grazie a una ottima in sonorizzazione e a un confort eccellente da ammiraglia. Doti, date dal nuovo 1500 DCI da 110 cv, che è ancor più parco ed economo del 2000 DCI 150 cv, che ho avuto modo di apprezzare nel test drive della Berlina. Infine il listino prezzi: per i benzina si va dai 24200 € della 2000 Laguna ai 31200 € della 2000 Initiale; per i diesel si va dai 24700 € della 1500 DCI 110 cv Laguna ai 33200 € della 2000 DCI 150 cv Initiale.



Bruno Allevi