Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post

2 ottobre 2007

Il basilico

di Riccardo Ragaglini

Il basilico è una pianta annuale originaria dell’Asia tropicale ed appartiene alla famiglia delle Lamiaceae (anche detta famiglia delle Labiatae), la stessa a cui appartengono molte delle principali piante aromatiche utilizzate in cucina come la salvia, l’origano, il rosmarino, la maggiorana, il timo e la menta.

Pare sia stato introdotto in Europa verso il XV secolo, secondo alcuni anche prima, e fin da subito cominciò ad essere coltivato nel territorio italiano. Più tardi la sua coltura si diffuse anche in America. È comunque in Italia che la produzione di basilico per l’utilizzo culinario ha raggiunto lo stato dell’arte. La varietà “Genovese” infatti, che se coltivata proprio in Liguria si avvale del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), è la più apprezzata al mondo. Solo in questa regione, situata sulla costa nord-ovest dell’Italia, questa piantina cresce con il profumo giusto per realizzare il vero pesto (pesto alla genovese appunto), mentre se coltivata in altre località ha spesso una fragranza che ricorda la menta. Addirittura è stato allestito un “Parco del basilico”nel quartiere di Prà (nella provincia di Genova), quartiere in cui storicamente la coltivazione di questa pianta ha avuto il maggior sviluppo. Il pesto, ricetta tipica ligure, è fatto semplicemente con foglie di basilico freschissime, noci o pinoli, parmigiano, pecorino sale grosso ed olio di oliva; la tradizione vuole che il tutto sia pestato in un mortaio e non tritato in un frullatore. Questa salsa è utilizzata non solo sulla pasta, ma anche per insaporire i minestroni o i crostini.

Ma il basilico trova impiego in molte altre pietanze; viene infatti messo sopra molti la pizza, può essere aggiunto alla pomarola, ad insalate, uova, piatti di pesce o utilizzato addirittura per preparare un sorbetto.

Il basilico ha proprietà digestive, antispasmodiche, antisettiche e carminative.

Oltre alla varietà “Genovese”, In Italia sono molto diffusi il basilico “Napoletano”, caratterizzato da foglie più grandi, ed il cosiddetto “basilico greco”, particolarmente profumato e con foglie molto piccole. Oltre a questi tipi abbondantemente utilizzati esistono altre varietà, diverse per colore, forma e profumo; ne esistono a foglia rossa, a foglia arricciata, oppure dal profumo che ricorda l’anice, la liquirizia od il limone.

Allo stesso genere del basilico nostrano appartiene anche il cosiddetto “basilico sacro” (Ocimum sanctum) che cresce spontaneo in India, in Indonesia e in Australia. Il colore delle foglie varia dal rosso scuro all’azzurrognolo, mentre il fiore è bianco e rosso. Contiene rame in forma organica e la sua sistematica assunzione - comunemente sotto forma di infuso, anche con latte e zucchero – pare che aumenti le capacità di difesa dell’organismo, oltre ad avere un effetto leggermente sedativo. Il basilico sacro giova nelle affezioni del tratto gastrointestinale e dei polmoni per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e broncodilatatrici. Possiamo ricordare anche le due specie africane Ocimum cinnamomum, e Ocimum kilimandscharicum, il primo odora di cannella ed è usato per tenere lontani gli insetti, il secondo odora di canfora ed è usato come battericida ed antifebbrile.

11 settembre 2007

Il Pomodoro

di Riccardo Ragaglini

Il pomodoro, protagonista delle tavole italiane e non solo, è il frutto (una bacca per la precisione) del Licopersicon esculentum, pianta originaria del centro e sud-America. Nei luoghi d’origine questa pianta è perenne, mentre nelle zone temperate come l’Italia non sopravvive all’aperto che nella stagione estiva. Per quasi due secoli dopo la scoperta dell’America questo arbusto nel vecchio continente è stato considerato alla stregua di un orchidea o di una rosa ed usato per abbellire giardini ed orti botanici. Veniva sfruttato esclusivamente come pianta ornamentale poiché
era ritenuto velenoso, anche in virtù del fatto che molte piante della stessa famiglia (solanaceae) lo sono. In effetti le parti verdi non sono commestibili, a causa della presenza di alcaloidi tossici che scompaiono dai frutti con la maturazione. Parallelamente, alla pianta si attribuivano proprietà eccitanti ed afrodisiache forse proprio per la somiglianza con altre piante della stessa famiglia utilizzate per riti magici.
In Italia il pomodoro cominciò ad essere utilizzato in cucina solo con la fine del diciassettesimo secolo, ma è diventato uno dei prodotti di maggior interesse per l’industria alimentare e le regioni in cui è maggiormente coltivato sono la Campania, la Puglia e l’Emilia Romagna.
Oggi è ritenuto universalmente un alimento altamente salutare ed è fortemente consigliato in virtù dell’azione antiossidante e degli effetti positivi che il suo consumo ha per il cuore e per le arterie; questo frutto è costituito per la maggior parte di acqua ma contiene zuccheri, sali minerali, molte vitamine (B1, B2, H, E, P, e specialmente A, sotto forma di betacarotene, e C) nonché una buona quantità di licopene.
Il pomodoro è uno degli ingredienti principali della cucina mediterranea, lo possiamo trovare crudo in un insalata caprese o in una bruschetta, oppure reduce da una lunga cottura nella classica “pummarola” ...e sarebbe difficile anche immaginare un ragù alla bolognese senza il suo tocco di colore.
Nelle tradizioni di ogni regione italiana si hanno ricette con il rosso pomodoro, anche se il pomodoro non è solo rosso...
Le sue moltissime varietà differiscono non solo per forma, consistenza e sapore, ma anche per colore; si hanno pomodori bianchi, gialli, rosa, arancioni ed addirittura neri, anche se il loro utilizzo è molto meno diffuso delle varietà rosse. Basterebbe però aver voglia di reperire i semi, presso ditte sementiere specializzate od organizzazioni di appassionati, e di coltivare un piccolo pezzo di terra (ma questa pianta può crescere anche in vaso) per poter disporre di una sorprendente gamma di colori e sapori differenti.
Infatti il pomodoro è pianta relativamente facile da coltivare e che da soddisfazione, come ben sa chiunque abbia l’hobby dell’orto.