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1 marzo 2008

Facile trovare un 'buon impiego' in Europa?

Nelle città tanto lavoro, ma quasi sei su dieci di quelli che ci vivono dicono che è difficile ottenere un posto “di qualità”. Il confronto in un'indagine dell'Unione europea su 75 centri urbani. Bene i centri del Nord Europa, male il Sud. Le città italiane agli ultimi posti. E l’Ue, per favorire la mobilità, organizza gli European Job Days dal 24 al 29 settembre.

Sono il luogo delle contraddizioni e delle occasioni. Gi spazi dove si sperimenta quel che sarà la nuova società, tra tensioni e opportunità. Locali e globali. Le città del Vecchio continente, anche per il lavoro, sono il centro d'attrazione, i luoghi dove ce n'è di più, ma non sempre si tratta di una “buona occupazione”. Tanto che un buon posto nei centri urbani europei, rischia di essere una merce davvero rara. Sì perché, se in qualche città il mercato del lavoro appare dinamico e di qualità, in molte altre le opportunità non sono per nulla allettanti. Almeno a sentire chi ci vive. Almeno a vedere l’indagine realizzata dall’Unione europea che ha ascoltato 38 mila cittadini europei di 75 centri urbani.

E’ vero che Parigi e Londra da sole riescono a mettere insieme più di quattro milioni di posti di lavoro. E’ vero che Berlino, Madrid, Roma, Amburgo e Barcellona non sono da meno. Però è anche purtroppo vero che il 56 per cento degli europei ritiene che sia difficile o molto difficile trovare un buon impiego nella propria città. A confronto, quelli che sono soddisfatti sono molti di meno (poco più della metà). Senza contare poi che per sette su dieci di loro è molto problematico mettere le mani su un alloggio che abbia dei prezzi ragionevoli.

La mappa europea della buona occupazione sembra ricalcare una fisionomia già conosciuta. Con i migliori risultati assegnati ai centri del Nord Europa e i dati meno confortanti legati alle città del sud. In testa a tutti ci sono Praga, Dublino e Copenhagen. In queste tre città, quasi il 70 per cento afferma che è agevole scovare un buon impiego presso le imprese. Le seguono Bratislava e Helsinki. Confortanti anche le risposte date dai londinesi e, poco sotto, dai parigini (vedi classifica).

E le italiane? Se si esclude Verona che guadagna l’11° posto con il 48 per cento dei lavoratori che ritengono non sia complesso entrare in azienda con un buon posto, per il resto le cose non vanno molto bene. Bologna si ritrova al 23° posto, ma tra le ultime venti in Europa ci sono ben quattro italiane. Con Roma in 63esima posizione dove tre intervistati su quattro amettono di dovere fare i conti con un mercato del lavoro molto difficile. Ancor più preoccupanti le risposte date a Napoli e Palermo rispettivamente penultima e terz’ultima nella speciale classifica (vedi la tabella con le 20 città peggiori).

Quanto alle condizioni abitative, le capitali sono quelle dove ci sono maggiori difficoltà. Tra le tredici città dove ci sono i maggiori ostacoli nell’accesso al mercato, nove sono capitali. Quelli che stanno peggio di tutti sono i parigini. Per il 95 per cento di loro è difficile o molto difficile trovare un alloggio a prezzi accessibili. Complicato trovare un’abitazione anche a Dublino, Lussemburgo, Bucarest, Bratislava, Monaco, Stoccolma e Roma. Così come a Londra, Bologna, Lisbona e Amsterdam. Molto meglio le cose vanno invece a Lipsia, Dortmund, Berlino, Oviedo e Manchester.

Intanto l'Unione Europa ha lanciato, per l’ultima settimana di settembre, gli European Job Days, più di 500 eventi organizzati in tutta Europa con l'obiettivo di mettere in contatto le imprese e i gli uomini e le donne alla ricerca di un lavoro e favorire la mobilità dei lavoratori al di là dei confini nazionali. Gli eventi culmineranno con l’incontro del 29 settembre a Bruxelles dove più di 60 grandi imprese europee. Ci sono già anche le offerte di imprese come la Ibm Belgio, PriceWaterhouseCoopers Luxembourg, Deloitte, Dhl , Club Med, ONE4EU e Unique Call Team (vedi link). Ad aprire i lavori ci sarà il commissario per l'occupazione Vladimir Spidla e ai workshop verrà illustrato come sfruttare al meglio le proprie competenze all’interno di un curriculum, come trovare uno stage o un lavoro nell’Unione europea o come migliorare il proprio percorso professionale al di là dei confini nazionali. Anche questa è un'occasione da non perdere.